Da Pontedera a S. Miniato i rifiuti costano il doppio
A dispetto dei pochi chilometri di distanza il confronto tra i coefficienti delle cosiddette “utenze non domestiche” riserva bruttissime sorprese
SAN MINIATO. Differenze che pesano, soprattutto sulle tasche di imprese e attività commerciali. Differenze che sfiorano addirittura il doppio, a dispetto di una “distanza” geografica di pochi chilometri, quella che intercorre tra Pontedera e San Miniato, e che vede la città della Rocca decisamente più vessata dai rifiuti rispetto ai cugini della Valdera. È quanto si osserva confrontando i coefficienti delle cosiddette utenze non domestiche della Tares, la nuova imposta sui rifiuti che ha rimpiazzato la vecchia Tia. Tariffa formata da una parte fissa e da una parte variabile, che cambiano in rapporto alla tipologia merceologica dell’attività, con coefficienti più alti in base alla maggiore o minore propensione alla produzione di rifiuti. Confrontando le tabelle, si osserva che le tariffe applicate nella città della Rocca sono quasi sempre superiori a quelle della città della Vespa. Più sostanziose le differenze nella parte variabile, dove si arriva in alcuni casi quasi al doppio tra un comune e l’altro. A sollevare il caso sono i consiglieri del gruppo Pdl di San Miniato, che sulla questione hanno presentato un’apposita interrogazione al sindaco Vittorio Gabbanini. Scorrendo i numeri, infatti, si scopre che un albergo con ristorazione di San Miniato paga 7,046 euro al metro quadrato contro i 4,201 di Pontedera. Per uffici, agenzie e studi professionali, invece, lo scarto è fra 6,303 e 3,758. Tanto per fare un esempio, uno studio di 50 metri quadrati nel comune di San Miniato pagherà circa 315 euro di Tares (solo per la parte variabile della tariffa) contro i 188 di uno studio identico e delle stesse dimensioni ubicato a Pontedera. A segnare le maggiori differenze, poi, sono le carrozzerie e le autofficine, dove si passa da 5,689 a 3,673; ristoranti, trattorie e pub: da 21,196 a 12,637; ortofrutta, fiorai e pizzerie da 27,548 a 16,424, mentre per i banchi di generi alimentari lo scarto è fra i 22,662 euro di San Miniato e i 13,511 di Pontedera. Solo in un caso, nella categoria numero 30, quella relativa a sale da ballo e night club, la città della Rocca risulta un po’ più conveniente. Da qui l’interrogazione del Pdl, per chiedere conto di una «disparità di trattamento» che il capogruppo Roberto Ferraro definisce «non più ammissibile, tanto più – dice – se si considera che l’elevato costo del servizio di nettezza urbana è uno dei fattori di squilibrio economico delle piccole attività commerciali e artigianali, e quindi spesso causa della loro chiusura. Il costo del servizio della nettezza urbana ha raggiunto livelli consistenti. È necessario, quindi, che vi sia una equa ripartizione fra gli utenti dei costi complessivi del servizio gestito da Geofor, e che a fronte di uno stesso servizio ricevuto vi sia uno stesso prezzo da pagare». (g.p.)
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