Italia
Un gioiello nel segno del caro Umberto
Inaugurato a Castelfranco il “Teatro della Compagnia” l’opera alla quale era legatissimo il sindaco morto a giugno
CASTELFRANCO DI SOTTO. Eccolo, il "Teatro della Compagnia", in onore della memoria del sindaco Umberto Marvogli, scomparso lo scorso 13 giugno, che ha desiderato e messo in campo tutte le forze necessarie affinché il progetto potesse prendere corpo. La commozione è forte e coinvolge tutti quando viene scoperta la targa che gli dedica l'edificio. Il vicesindaco Gabriele Toti, che per l'occasione ha tagliato il nastro sottolineando la sua funzione di “sostituto temporaneo di una grande persona”, dice con gli occhi ancora lucidi che «con l'apertura del teatro abbiamo fornito uno sguardo che inizia dal passato, col ricordo del sindaco che avremmo voluto presente, ma che si rivolge verso il futuro per riprendere l'entusiasmo oltre la crisi».
Sono presenti anche le maggiori autorità (su tutti il prefetto Francesco Tagliente) e tutto il team di collaboratori che ha finanziato e realizzato il progetto, non ultimo Enrico Quinti, presidente dell'Azienda Speciale del Comune: «Il lavoro di adattamento della chiesa a struttura teatrale è stato molto difficile, ma il risultato è ottimale».
La ricostruzione dell'edificio è stata finanziata dalla Carismi e della Regione Toscana, oltre che dall'amministrazione comunale di Castelfranco, ed è stato previsto anche uno spazio esterno - una terrazza con vista sulla piazza principale del paese - per le iniziative estive. Grandi speranze, dunque, nei confronti della vitalità che può animare un luogo del genere.
Andrea Pieroni, presidente della Provincia di Pisa, ha ricordato come investire in cultura costituisca un dovere, soprattutto in tempi difficili quando il declino sociale rischia di prendere campo. Pierpaolo Tognocchi, consigliere regionale, ha evidenziato il ruolo delle associazioni che fanno teatro e che contribuiscono a tenere in vita realtà di questo genere. Castelfranco, infatti, è il capofila della rete Intesa Teatro Amatoriale che grazie all'impegno gratuito di molti appassionati arriva a comprendere 13 comuni e 41 compagnie attive sul territorio.
Presente anche l’attore Alessandro Benvenuti, il quale, dopo ieri sera, replica oggi alle 16,30 lo spettacolo "Un comico fatto di sangue". «L'apertura di un teatro – ha detto – è un'esperienza massima di vita per un attore».
La famiglia del sindaco Marvogli ha ricordato con viva commozione il proprio caro: un uomo forte e allo stesso tempo calmo e pacato, che sapeva conseguire gli obiettivi che si poneva con tutta la determinazione necessaria. La vedova ha raccontato l'impegno che il marito ha impiegato per ricostruire la chiesa, diroccata da anni, e far sì che venisse riconsegnata ai cittadini, non permettendo che finisse in mano di un privato. Il teatro, infatti, era nei suoi progetti un luogo dove far vivere insieme la comunità. Da buon appassionato di varie discipline artistiche (faceva parte della compagnia di teatro amatoriale del paese, "Nuovi inaspettati") aveva preventivato spettacoli e concerti.
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