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Sul web una girandola di foto osé di minori
Una madre si è rivolta alla polizia postale. Tutto è nato per scherzo, ma il fenomeno sta degenerando
PONTEDERA. Le foto scattate nell’intimità della loro casa dovevano restare circoscritte tra amiche che condividono la stessa chat. Invece per motivi che la polizia postale cercherà di accertare sono state pubblicate sui social network o inviate tramite WhatsApp ad altri adolescenti. Protagoniste degli scatti sono alcune studentesse delle scuole superiori di Pontedera e non solo. Ma le storie degli scatti proibiti finiti nelle mani sbagliate sono più di una. Tra le minorenni protagoniste delle foto osé anche una ragazzina che frequenta una scuola media. Tanto che la madre di quest’ultima la scorsa settimana ha contattato la polizia postale di Pisa per segnalare il fatto e chiedere consigli su come procedere con la denuncia. Nella chat delle amiche della scuola media sarebbe entrato un ragazzino dietro al cui nome potrebbe nascondersi un adulto. In altri casi la morbosità di alcuni compagni di classe li ha spinti a sottrarre le immagini dai cellulari delle ragazze e ad inviarle agli amici. Ci sono foto meno imbarazzanti che ritraggono reggiseni e biancheria intima ed altre con i primi piani dei genitali. Chi ha avuto le foto ha pensato anche a divulgare i nome delle ragazze pontederesi. C’è chi, stanca della facile ironia o di essere contattata in maniera offensiva, ha raccontato tutto in famiglia. Quello che potrebbe essere iniziato come uno scherzo sta diventando qualcosa di ben più grave. Sono infatti state divulgate, come spiega la polizia postale, immagini di minorenni nude. Foto immesse nella rete e che potrebbero finire nelle mani di chiunque: per cui chi le ha pubblicate rischia di essere denunciato per reati connessi alla pedopornografia. Più volte, durante gli incontri organizzati dalla polizia postale nelle scuole, è stato ripetuto l’invito a non condividere foto o immagini particolarmente private.
Tra gli argomenti trattati non mancano mai episodi che hanno anche fare con il cyberbullismo, consigli sull’uso consapevole dei cellulari o episodi connessi al sexting (cioè un fenomeno purtroppo sempre più in espansione: è l'invio di immagini e testi sessualmente espliciti, con telefono o computer) con le relative problematiche e sulla condivisione dei dati online.
Dagli autoscatti ai siti pedopornografici il passo può essere breve e le storie avvenute in questi giorni in Valdera lo dimostrano. In fondo si tratta di un classico del sexting: un autoscatto di un giovane, fatto per gioco, magari in posa un po’ osé, mandato ad una persona di fiducia che poi, per i motivi più diversi, spesso finisce sulla rete. E allora cominciano i guai. L’unico modo per bloccare queste “catene” con foto pericolose è rivolgersi alla polizia postale che individuerà i responsabili della diffusione della foto e proverà a rimuoverla definitivamente dal web. Ma spesso una foto postata sul web - e questa è un’altra verità a cui si fa caso raramente - potrebbe anche rimanervi per sempre.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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