Un pomeriggio di iniziative per celebrare don Bertelli
PONTEDERA. Una giornata per ricordare la figura del vescovo don Vasco Bertelli, morto poche settimane fa. E una richiesta da avanzare al Comune: intitolare una strada della sua città al prelato, che...
PONTEDERA. Una giornata per ricordare la figura del vescovo don Vasco Bertelli, morto poche settimane fa. E una richiesta da avanzare al Comune: intitolare una strada della sua città al prelato, che ha ricoperto il ruolo di Vescovo a Volterra.
Così Pontedera vuole rendere omaggio a un uomo che è sempre stato in mezzo alla gente. Alla “sua” gente.
La comunità del Duomo, ha organizzato per domenica pomeriggio, la giornata per celebrare il suo vescovo. Don Vasco Bertelli, prima di ricoprire l’importante incarico ecclesiastico sul Colle etrusco, era stato parroco proprio nella “sua” Pontedera. Al Romito. A La Borra. In centro.
Dei suoi fedeli conosceva, ad uno ad uno, nomi e situazioni familiari.
È per questo che - dopo la fugace presenza in Duomo, per i funerali (quelli ufficiali sono stati celebrati in Duomo a Volterra, dov’è stato anche sepolto)- adesso a Bertelli viene dedicata una giornata di commemorazione.
Si comincia alle 16: sarà il presidente della biblioteca del Duomo, Paolo Morelli, con un suo intervento, a tracciare la figura del vescovo deceduto.
Poi, ci sarà spazio anche per un paio di interventi musicali che saranno affidati alla voce della soprano Maria Cioppi. Interverranno, nel corso della iniziativa, anche due sacerdoti pontederesi che sono stati a lungo in contatto con monsignor Vasco Bertelli, per portare il loro contributo con alcune testimonianze.
Alle 18, in Duomo, sarà celebrata una messa suffragio.
Fin qui la cerimonia commemorativa. Ma i fedeli del Duomo hanno intrapreso anche un’altra iniziativa, bussando alla porta del Comune, a Palazzo Stefanelli. Per fare formale richiesta di avere una strada della città che possa portare - a testimonianza anche per i posteri - il nome di Vasco Bertelli.
I pontederesi a più riprese si sono dimostrati molto attaccati a don Bertelli. Nelle settimane precedenti alla sua morte, mentre il vescovo Emerito di Volterra era ricoverato, perché il suo stato di salute era peggiorato, in una struttura di Firenze, si erano dati da fare per scrivere a lui, lettere e cartoline e quindi per far sentire la vicinanza di tutta la sua comunità.
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