Il presidio
S’inaugura il Teatro delle Compagnie voluto da Marvogli
CASTELFRANCO DI SOTTO. Si apre il sipario al Teatro della compagnia. Il taglio del nastro alla sala polivalente di Castelfranco di Sotto è in agenda per sabato 30 alle 17.30. L’evento si svolgerà all’...
CASTELFRANCO DI SOTTO. Si apre il sipario al Teatro della compagnia. Il taglio del nastro alla sala polivalente di Castelfranco di Sotto è in agenda per sabato 30 alle 17.30. L’evento si svolgerà all’insegna del ricordo del sindaco Umberto Marvogli, che si era speso in prima persona per dare corpo al progetto, avviato nel 2006 con l’acquisto dell’edificio e l’apertura del cantiere nel 2009.
«Il nome Teatro della Compagnia è stato scelto proprio da Marvogli – afferma il vicesindaco Gabriele Toti – per richiamare alla mente le compagnie teatrali, assi portanti del mondo del dramma. Il progetto è stato realizzato dall’Azienda Speciale, di proprietà del Comune, che ha stanziato le risorse economiche necessarie insieme alla Cassa di risparmio di San Miniato, che ha finanziato l’acquisizione dello stabile, e alla Regione Toscana, che ha reperito un milione di euro ai fini della ristrutturazione».
Enrico Quinti, presidente dell’Azienda Speciale, sottolinea che «le spese previste inizialmente per la realizzazione dell’edificio sono state pienamente rispettate e ammontano a 2 milioni e 342mila euro». E aggiunge: «L’edificio conta 141 posti in una sala polivalente, che può essere adibita anche per proiezioni cinematografiche».
Al taglio del nastro, sabato 30, seguirà la messinscena “Un comico fatto di sangue” di Alessandro Benvenuti, che torna in zona dopo il successo del concorso di drammaturgia teatrale “In punta di penna”. Lo spettacolo è gratuito ed è possibile prenotare i posti presso l’ufficio dell’Azienda Speciale, in via Mazzini. È prevista anche una replica domenica 1 dicembre alle 16.30.
L’assessore alla cultura Isola Vanni ricorda l’importanza simbolica di questa apertura. «La cultura, in tempo di crisi, salva e riunisce la comunità, permettendo di ritrovare il tempo per l’incontro e lo svago. Il senso di appartenenza è l’aspetto sociale che si coniuga a quello culturale e soltanto un lavoro collettivo potrà dare vita ad un luogo del genere». Già prevista una serie di incontri che coinvolgeranno sia la scuola che le attività teatrali e i gruppi culturali locali.
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