Il presidio
Il piromane e volontario legato a più associazioni
SANTA MARIA A MONTE. Quattro sono i roghi appiccati nel bosco di Cerretti di Santa Maria a Monte la scorsa estate e subito spenti grazie all’intervento della Forestale e dell’anticendio che la...
SANTA MARIA A MONTE. Quattro sono i roghi appiccati nel bosco di Cerretti di Santa Maria a Monte la scorsa estate e subito spenti grazie all’intervento della Forestale e dell’anticendio che la Procura di Pisa ha contestato a Fiorenzo Fiori, 39 anni, di Santa Maria a Monte conosciuto nel mondo del volontariato per il suo impegno nell’antincendio boschivo. Tanti erano i sospetti sulla presenza di uno o più piromani. Poi qualcuno deve avere messo insieme più di un indizio e sono così iniziate le indagini che hanno portato la Forestale sulle tracce del volontario dell’antincendio che quando è stato indagato ave un ruolo di primo piano tra i volontari della Misericordia di Castelfranco di Sotto anche se - e già questo può apparire insolito - era stato tra i soci fondatori della Pubblica assistenza di Santa Maria a Monte da cui ben presto si è distaccato. Così come sono mesi che, pur restando socio dell’associazione, Fiori ha lasciato ogni incarico nell’antincendio alla Misericordia di Castelfranco. Si dice che le dimissioni del governatore Picchi dalla guida di questa associazione siano in parte dovute alle difficoltà di gestione dell’associazione ma anche ai problemi emersi in seguito alle indagini che avevano coinvolto Fiori. I volontari più vicini a Fiori sapevano dell’inchiesta della Procura sui roghi nel bosco e su un possibile coinvolgimento dell’amico che tanto si dava da fare per la protezione civile e l’antincendio. Era lui a telefonare agli amministratori comunali quando c’era un’emergenza e a farsi carico di organizzare i servizi. Grande dunque lo stupore di chi per anni ha collaborato con lui. E massimo il silenzio di chi sapeva. Al processo nessuno si è costituito parte civile anche se il bosco incendiato è di proprietà demaniale. I roghi che gli vengono contestati sono stati in generale abbastanza contenuti, è stato spiegato, in quanto ormai il volontario era seguito e intercettato. Il patteggiamento della pena doveva servire ad evitare il dibattimento pubblico. Ma la realtà è venuta alla luce.(s.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
