Il Tirreno

Pontedera

Quattro mesi d’attesa per avere il timbro sul decreto ingiuntivo

di Sabrina Chiellini
Quattro mesi d’attesa per avere il timbro sul decreto ingiuntivo

È una delle conseguenze dell’enorme caos prodotto dall’accorpamento del tribunale di Pontedera a Pisa

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PONTEDERA. Ci vogliono fino a quattro mesi di tempo per ottenere un timbro con la formula esecutiva per un decreto ingiuntivo passato in giudicato. Si tratta di un procedimento giuridico che in caso di mancato pagamento di un debito viene attivato per recuperare le somme dovute. Di conseguenza è facile immaginare quanti disagi possa creare un’attesa di quattro mesi per chi aspetta di essere pagato e deve scontrarsi anche con i tempi lunghi della burocrazia e della giustizia. Il tribunale di Pisa ha affidato lo svolgimento di questo servizio a una sola impiegata che ha visto moltiplicarsi il lavoro, soprattutto da quando è stata chiusa la sezione distaccata di Pontedera. Così le richieste di “firma” che restano sulla scrivania in attesa di ricevere il timbro che rende esecutivo il decreto ingiuntivo stazionano per settimane e mesi prima di essere timbrate e consegnate agli avvocati che le hanno presentate. Solo un esempio di come la macchina organizzativa non sia stata in grado di fare fronte agli effetti della riforma della geografia giudiziaria che doveva essere a costo zero e che invece non lo è. A pagarne le spese sono, come spesso succede, i cittadini. Oltre alle amministrazioni locali che devono tirare fuori i soldi (pubblici) per organizzare i traslochi.

Nel caso di Pontedera la sezione distaccata è chiusa dal 13 settembre ma a parte alcuni fascicoli (per i processi in calendario fino a dicembre) che sono stati portati a Pisa tutto il resto è rimasto dove si trovava prima della chiusura. Intanto, il Comune di Pontedera ha rinunciato al contratto d’affitto degli uffici del giudice di pace di via Gotti, a partire dalla fine dell’anno). Ma il trasferimento nel Palazzo Pretorio non potrà concretizzarsi se il tribunale di Pisa non organizza il trasloco della sezione distaccata. Mentre il personale delle cancellerie in queste settimane è riuscito, pur tra mille disagi, a fare fronte al cambiamento imposto dalla riforma, i due centralinisti della sezione distaccata si trovano in una condizione paradossale. Sono stati trasferiti, tecnicamente applicati- era un loro diritto chiederlo, entrambi fanno parte delle categorie protette - nella sede più vicina, negli uffici del giudice di pace di Pontedera. Ma c’è un problema: un vero centralino negli uffici di via Gotti non c’è. Inutili sono state le segnalazioni della coordinatrice dell’ufficio del giudice di pace. Installare un centralino negli uffici di via Gotti non sarebbe conveniente visto che tra poco tempo (ma quando?) traslocheranno a Palazzo Pretorio, edificio dotato del centralino. Nel frattempo, i due centralinisti fanno quello che possono. Rispondono con un telefono cordless con tutte le difficoltà di chi ha seri problemi alla vista.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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