Il presidio
Trasferimento alle medie bocciato dai genitori dell’asilo
Villamagna, le famiglie dei 16 bambini ancora a casa insieme alla preside documentano il loro no e avanzano al Comune proposte alternative sempre nel borgo. Stamani un nuovo sopralluogo
VOLTERRA. Sedici piccoletti che da quasi dieci giorni non giocano più con i loro compagni. Due di loro hanno addirittura meno di tre anni: spostarli dal loro asilo di Villamagna, chiuso dal giorno dell’alluvione, a Volterra, su un pulmino, non è così agevole, né facile. Sì, perché secondo l’amministrazione comunale la soluzione provvisoria prospettata per questi baby è quello di riprendere le lezioni in alcuni locali del plesso Jacopo da Volterra frequentati da studenti di elementari e medie. I genitori sono disposti a tutto per di far tornare i piccini in aula, ma la sicurezza è la priorità. Per questo sono proprio alcuni dei rappresentanti delle famiglie, accompagnati dalla preside, a fare un primo sopralluogo nei locali individuati, il 30 ottobre.
Le ragioni del no. La visita non soddisfa e in questa situazione di incertezza massima (l’unica cosa sicura è che l’asilo di Villamagna è chiuso e riaprirà chissà quando) genitori e preside decidono di mettere agli atti le loro ragioni del “no al trasferimento” alle Jacopo. C’è un documento firmato, protocollato proprio ieri e inviato a sindaco, ufficio tecnico e ufficio igiene pubblica della Asl 5 in cui si elencano le perplessità riscontrate.
«L’unica stanza adibita ad asilo, situata nel corridoio del primo piano, risulta assolutamente di dimensioni non adatte ad accogliere i 16 bambini che frequentano la scuola», si sottolinea. E ancora, altra nota dolens riguarda i bagni: «Non ci sono bagni adibiti esclusivamente ai bimbi dell’asilo, ma anzi essi dovranno utilizzare gli stessi servizi igienici che vengono usati sia dalle classi elementari che da una classe terza delle medie, situata sullo stesso piano – e si rincara – Sono inaccettabili problemi di igiene per i più piccoli e oltretutto assolutamente privi di servizi ridotti, previsti dalle vigenti normative». L’altra perplessità segnalata è legata al momento del pasto: «La mensa dove dovrebbero consumare il pasto è la stessa usata sia per le medie che per le elementari, ovviamente di dimensioni inadatte ad accogliere tutta l’utenza contemporaneamente: quindi verrebbe utilizzata a turni – si va nei dettagli – La cosa è possibile con bambini di medie ed elementari, ma come faranno i piccoli a mangiare in un determinato tempo? L’alternativa è mangiare per ultimi, ma a che ora?». I genitori, non ultimo, fanno pure una domanda non da poco: «Questa soluzione provvisoria per quanto tempo è prevista?». Oggi ci sarà il sopralluogo della Asl: i genitori hanno chiesto di essere presenti.
Le proposte alternative. Il Comune ha chiesto ai genitori di trovare soluzioni alternative a Villamagna: così loro hanno fatto. Tra i locali teoricamente disponibili (tutti da valutare nei termini di legge) c’è il piano terreno della villa di San Donnino, recentemente restaurato. Era adibito a bed and breakfast, c’è anche la cucina. Pure la sala parrocchiale, per un periodo, potrebbe essere messa a disposizione e così gli spazi dell’ex asilo (dove adesso ci sono farmacia e ambulatori medici) offrono metrature che potrebbe ospitare i bambini.
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