La San Miniato ideale, dal Rotary spazio ai giovani
SAN MINIATO. La città piace perché è ricca di storia e di cultura, attrae il turismo, però è anche molto scomoda a viverci. Infatti, soltanto 6 scolari su 20, di cui 4 residenti nel centro storico,...
SAN MINIATO. La città piace perché è ricca di storia e di cultura, attrae il turismo, però è anche molto scomoda a viverci. Infatti, soltanto 6 scolari su 20, di cui 4 residenti nel centro storico, hanno risposto positivamente a un sondaggio degli studenti dell’Itc “Cattaneo”. Che ne hanno preso spunto per ridisegnare la città - “tra fantasia e realtà” - con il nuovo che aiuta il vecchio a continuare a vivere nel futuro. «Magari è un sogno che San Miniato possa avere centri di aggregazione – hanno dichiarato, fiduciosi, Giacomo Del Ry, Michela Parentini, Giorgia Posarelli, Federica Antoniello e Andrea Brotini – e cioè: una vera piscina, un pattinaggio sul ghiaccio, una grande biblioteca, un laboratorio culturale alla Pompidou, un grande teatro per tutti, un bar che ci consenta di scherzare».
Il progetto, illustrato a Villa Sonnino dall’architetto Emilio Bertini, è sponsorizzato dal Rotary Club, associazione attualmente presieduta dal dottor Floriano Falorni. Erano presenti anche i giovani del Rotaract, con presidente Elena Tamburini. Hanno poi continuato i giovani: «Ci piace che sia possibile, al residente, al turista o allo studente, raggiungere il centro storico andando dalla pianura indistinta e operosa all’altura ricca di storia. E guardare il panorama delle colline sanminiatesi dagli ampi vetri di una navetta silenziosa, un minimetrò che si arrampica tra olivi e siepi in un paesaggio unico… perché questa esperienza ci parla di una qualità di vita più distesa. E quella scala mobile, in dirittura d’arrivo, che sorprendentemente non si apre al celeste cielo, ma a un vicolo sotterraneo della città più antica. E quell’ascensore, poco usato, che dalla Valle del Cencione porta dritti alla scala armoniosa che immette in piazza del vescovado, e non quel parcheggio o un altro a venire… perché tutti quei parcheggi non fanno al caso nostro e non ci parlano della nostra San Miniato ideale».
Non basta, c’è anche un grandioso impegno: fare della casa del pittore Dilvo Lotti un museo d’arte. Ma anche un centro di aggregazione, al liceo Marconi. Sulla rocca, un cinema all’aperto. A Fonti alle Fate, un ristorante panoramico. Soddisfatto il dirigente scolastico, professor Alessandro Frosini: «Al progetto hanno lavorato gli studenti per due anni. Un’occasione di crescita intellettuale».(l.g.)
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