Il Tirreno

Pontedera

Mangiano funghi velenosi in cinque ricoverati all’ospedale

di Sabrina Chiellini
Mangiano funghi velenosi in cinque ricoverati all’ospedale

Dopo un pranzo a cui hanno partecipato circa 25 persone alcuni pensionati hanno cominciato a star male. Alla fine, hanno deciso di farsi accompagnare al pronto soccorso di Volterra

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VOLTERRA. Hanno mangiato un fungo responsabile di tante intossicazioni, il "Clitocybe nebularis", conosciuto volgarmente come "cimballo" oppure "cimballo grigio", consumato regolarmente in molte zone. Un pranzo organizzato in una cantinetta privata, tra amici. Una tavolata per circa 25 persone. Funghi e cibi di stagione, anche se ieri il clima non era proprio autunnale. Ma subito dopo avere degustato quella che credevano una prelibatezza del bosco hanno cominciato a stare male. I classici disturbi gastrointestinali che devono far scattare l’allarme quando uno ha mangiato funghi e soprattutto quando nessuno li ha controllati. All’inizio in due hanno deciso di rivolgersi al pronto soccorso dell’ospedale di Volterra. Stavano così male che hanno pensato di avere bisogno di un medico. Ma nel corso del pomeriggio le persone ricoverate sono salite a cinque, come è stato spiegato in serata dall’Asl 5 di Pisa. Tutte ricoverate nel reparto di medicina e tenute sotto osservazione. Sono pensionati di età compresa tra 70 e 81 anni. Chissà quante volte nella loro vita avranno mangiato funghi ma questa volta il pranzo è stato accompagnato da un’intossicazione per fortuna non in forma gravissima anche se i rischi, come si sa, sono sempre molto alti.

Il “Clitocybe nebularis” è un fungo tossico, spiegano gli esperti del gruppo micologico “A.Vichi” di Pontedera, e questo è stato ormai dimostrato con certezza. Infatti, il Ministero della Sanità lo ha cancellato da tutte le liste dei funghi commercializzabili. Nonostante questo viene ancora raccolto e consumato. Il caso di ieri, avvenuto a Volterra, ne è l’ennesima dimostrazione. Questa specie di fungo evidenzia «la sua negatività nel consumo ripetuto: le tossine si accumulano nel corpo fino a provocare intossicazioni di tipo gastrointestinale e neurologico». Di solito causa intossicazioni quando il fungo è mangiato poco cotto o fritto. Il numero delle persone intossicate potrebbe salire anche se gli effetti avrebbero dovuto manifestarsi nelle ore successive al pranzo. Le persone ricoverate saranno trattenute sotto osservazione per escludere danni gravi. Gli avvelenamenti da funghi sono un classico dell’autunno. Sono dovute spesso ad un'errata identificazione micologica di specie spontanee raccolte e mangiate. Per coloro che si dilettano a raccogliere funghi spontanei è un obbligo adottare una certa cautela nel consumare specie poco note. Nel dubbio meglio chiedere all’esperto. L’anno scorso a Cascina una famiglia è stata sterminata da funghi velenosi che erano stati raccolti in un boschetto vicino alla loro casa.

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