Il Tirreno

Pontedera

Una Madonna per il cimitero dei feti

di Sabrina Chiellini
Una Madonna per il cimitero dei feti

La chiede da due anni il “Centro di aiuto alla vita” ma ancora non si è riusciti a trovare una collocazione alla nicchia

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PONTEDERA. Riposano nella nuda terra del cimitero comunale di Pontedera, secondo un regolamento comunale molto datato indietro nel tempo, i feti abortiti all’ospedale Lotti. Bambini mai nati sia per interruzioni volontarie di gravidanza che a causa di malattie. Un campo che il “Centro di aiuto alla vita” di Pontedera, così come il mondo cattolico in generale, considerano importantissimo per il pieno riconoscimento del valore della vita e che Pontedera, a differenza di altre città, ha realizzato ormai da tanti anni.

«Da circa due anni – racconta Patrizia Forte, una volontaria dell’associazione – abbiamo preso contatti con l’amministrazione comunale per poter installare nell’area del cimitero destinata ai feti abortiti una Madonna che abbiamo intenzione di posizionare all’interno di una nicchia». L’immaginetta della Madonna, alta circa mezzo metro, è stata donata da una cittadina ed è stata restaurata proprio con lo scopo di portarla al più presto nel cimitero. Un’immagine a protezione di quei bambini che non sono riusciti a venire alla luce. L’associazione ha chiesto un incontro al Comune che si è mostrato disponibile a dare una risposta positiva al progetto. «È stato presentato un progetto, ha avuto l’ok dei vertici dell’amministrazione comunale – spiegano dall’associazione che ha sede nella chiesa dei Padri Cappuccini – ma poi la nostra richiesta è rimasta lì». I mesi sono trascorsi e il progetto è sempre chiuso in un cassetto. Diverse le motivazioni date in risposta dagli amministratori che anche ieri hanno confermato la volontà di accogliere l’immagine della Madonna ma non hanno dato certezze sui tempi.

In questi due anni infatti il Comune ha deciso che l’area del cimitero destinata ai feti abortiti sarà un’altra. La nicchia non potrà dunque essere posizionata in mezzo al giardino degli Angeli. Andrà trovata una sistemazione.

L’associazione continua a chiedere di poter dare ai bambini mai nati la loro immaginetta sacra «con una targa che ricordi l’aborto, olocausto silenzioso». Da qui l’importanza, legata anche all’attività che l’associazione porta avanti da anni in città a fianco delle madri che chiedono aiuto per evitare l'aborto. Un impegno costante, una mano tesa a tante donne in maniera silenziosa.

Nessuno avrebbe voluto innescare una polemica. E due anni di attesa sono considerati dall’associazione un tempo difficile da accettare per continuare a tenere nella riservatezza la richiesta presentata al Comune.

Tra l’altro Pontedera è una delle poche città ad avere un’area destinata al cimitero dei feti, che in altre realtà vengono avviati allo smaltimento con procedure diverse. La richiesta dell’associazione è arrivata come conseguenza di questo riconoscimento alla sepoltura di feti e embrioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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