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Pontedera

Esposto alla Procura sugli appartamenti di via Fantozzi

PONTEDERA. Non è finita con un semplice botta e risposta tra un cittadino, Salvatore De Martino, e l’assessore alla casa del Comune di Pontedera la diatriba sugli alloggi costruiti con fondi...

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PONTEDERA. Non è finita con un semplice botta e risposta tra un cittadino, Salvatore De Martino, e l’assessore alla casa del Comune di Pontedera la diatriba sugli alloggi costruiti con fondi speciali e che dovevano essere destinati a rappresentanti delle forze dell’ordine. Il cittadino, che nei giorni scorsi si era rivolto al nostro giornale, nonostante le spiegazioni dell’assessore Marco Cecchi, ha presentato un esposto alla Procura di Pisa segnalando i fatti avvenuti, a suo dire, in Comune e chiedendo all’autorità giudiziaria se vi ravvisa illeciti.

«Ho scritto al sindaco di Pontedera, all’Apes di Pisa e, per conoscenza, al prefetto di Pisa, al questore e al comandante del comando provinciale dei carabinieri di Pisa, chiedendo di conoscere i motivi per i quali è rimasto libero l’appartamento da cui è stata sfrattata una famiglia appartenente alle forze dell’ordine. Lo stabile di via Fantozzi 83, composto da dieci appartamenti, è nato nell’anno 1962, era stato costruito solo per le forze di polizia». Il cittadino ha chiesto di conoscere i motivi per i quali, anche altri appartamenti non sono stati assegnati a persone che fanno parte delle forze dell’ordine.

Piccata la risposta dell’assessore, che sostiene che la legge 21 del 2001 ha allargato la possibilità di assegnazione di questi alloggi anche ai cittadini regolarmente presenti nelle graduatorie Erp del Comune. «L’assessore del Comune di Pontedera non ricorda o fa finta di non ricordare che è stato assegnato ad una famiglia da quasi 15 anni un appartamento che si è reso libero dopo la morte di un poliziotto, cioè prima che entrasse in vigore la legge 21/2001».

Il cittadino ritiene che l’assegnazione fatta dal Comune di Pontedera «non sia stata corretta. Anche le successive assegnazioni sono state uguali. E al tempo stesso l’Apes di Pisa non ha mai informato le istituzioni quando si rendevano lìberi gli appartamenti».(s.c.)

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