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Scuole non più da “salvare” parola del ministro Carrozza

di Gianni Bianchi
Scuole non più da “salvare” parola del ministro Carrozza

Mai più un caso-Saline: a Roma si sta lavorando ad un decreto per garantire maggiore flessibilità a livello regionale per gestire i numeri delle zone disagiate. «L’istruzione non deve essere a rischio»

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VOLTERRA. Conti bancari per raccogliere fondi e mantenere in vita le classi. Mobilitazione di genitori e di tutto un intero paese che si tappezza di striscioni pro-scuola. E ancora appelli del sindaco, visite di dirigenti dell’Ufficio scolastico regionale e provinciale, comitati di mamme e prof che spuntano per portare avanti la battaglia per salvaguardare l’istruzione.

Se fino ad ora il caso-Saline a fatto “scuola”, in negativo, come esempio di un’istituzione scolastica che ogni anno rischia di dover tagliare classi per i numeri ridotti dei bambini presenti, ecco che qualcosa si sta muovendo a livello nazionale. Parola di ministro, proprio quello all’Istruzione, Maria Chiara Carrozza.

È direttamente la rappresentante suprema del ministero a dare la notizia che sui tavoli di velluto della capitale si sta discutendo di istruzione nelle zone geograficamente disagiate (come l’Alta Valdicecina).

«Ho appena visitato la scuola in carcere e mi ha fatto un’ottima impressione, ho apprezzato tanto l’iniziativa della classe alberghiera mista tra detenuti e studenti – afferma il ministro dell’Istruzione, che va nel dettaglio – Anche la scuola di Volterra sta producendo dei buoni risultati e sono al corrente che ci sono dei problemi numerici che ogni anno mettono a rischio le classi: voglio dire che noi a Roma stiamo cercando di introdurre anche con il decreto 104 “l’istruzione riparte”, una maggiore flessibilità a livello regionale, proprio per gestire il dimensionamento delle scuole nelle aree disagiate».

L’attuale ministro dell’istruzione, ex rettore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, conosce Volterra, per altro sede del Siaf (Scuola Internazionale di Alta Formazione), istituita congiuntamente, nel 1999, proprio grazie allo sforzo congiunto della Scuola Superiore Sant'Anna, della Cassa di Risparmio di Volterra e della Fondazione della Cassa di Risparmio di Volterra.

«L’intenzione è proprio quella di tenere in considerazione che non tutte le aree geografiche sono uguali e quindi che ci vuole maggiore flessibilità a seconda delle caratteristiche di un territorio», continua.

Scuole in zone disagiate, quindi. Anche perché disagevoli sono le strade per raggiungere, in questo caso, l’Alta Valdicecina.

«La questione della viabilità, per forza di cose, va a toccare pure il sistema istruzione – premette e chiude – Lo so, per questo stiamo cercando di introdurre maggiore flessibilità anche in questo caso, perché a livello regionale si possa tenere in considerazione della diversa situazione geografica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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