Il Tirreno

Pontedera

Sale su una gru, minaccia di gettarsi per evitare lo sfratto

di Sabrina Chiellini
Sale su una gru, minaccia di gettarsi per evitare lo sfratto

Un’ora di trattativa con l’intervento del sindaco Millozzi, mobilitate forze dell’ordine, 118 e vigili del fuoco

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PONTEDERA. «Non voglio parlarvi, non mi avete ascoltato... non aiutate gli stranieri, meglio morire». L’incubo dello sfratto e la paura di non riuscire a trovare un lavoro dopo che l’azienda per cui lavorava, circa sette mesi fa, lo ha licenziato. Con queste motivazioni e per richiamare l’attenzione sul disagio della sua famiglia un padre di circa 40 anni, di origini albanesi residente in città, padre di tre figli, nel pomeriggio di ieri, ha minacciato di gettarsi dal terzo anello di una gru, da un’altezza di venti metri nel cantiere abbandonato ormai da mesi dall’impresa edile Giusti davanti al centro commerciale Coop. L’uomo è arrivato con la sua bicicletta, si è portato un sacco a pelo e con determinazione è salito sulla gru, dopo essere riuscito ad entrare nell’area del cantiere. Il suo gesto ha richiamato l’attenzione di alcuni passanti che hanno segnalato quello che stava succedendo alla polizia. Sul posto, in pochi istanti, sono arrivati polizia, carabinieri, polizia municipale, il sindaco Simone Millozzi e il vicesindaco Massimiliano Sonetti. Oltre, o mezzi del 118 di Pisa e ai vigili del fuoco del distaccamento di Cascina, pronti anche a posizionare un telo gonfiabile per attutire la caduta nel caso che l’uomo avesse voluto portare all’estremo la sua protesta.

Una lunghissima trattativa seguita da numerosi residenti e dagli utenti della Pubblica assistenza. Il cantiere si affaccia anche sul parcheggio della sede dell’associazione di volontariato. Mentre l’uomo gridava la sua disperazione e il sindaco cercava di convincerlo a scendere, c’è stato chi si è fermato preoccupato per quello che stava accadendo. Non tutti hanno dimostrato di comprendere il dramma familiare, una situazione comune a tanti cittadini: «Vuole strappare all’amministrazione comunale promesse e impegni per risolvere il problema della casa».

Dopo un’ora sul cantiere sono arrivati anche la moglie e un figlio. L’uomo si è lasciato convincere ed è sceso dalla gru restando ancora a lungo a confronto con gli amministratori.

Ieri mattina l’operaio, la cui famiglia è già seguita dai servizi, è stato in Comune dai servizi sociali a chiedere aiuto. Ha incontrato sia l’assessore al sociale che il vicesindaco. Ha raccontato il suo dramma, alla vigilia dello sfratto esecutivo programmato per oggi ma che sarà rinviato. Da una decina di mesi la famiglia non paga l’affitto. L’uomo, che lavorava nell’edilizia, è disoccupato e non riesce a trovare un’altra occupazione. Per comprare i libri ai figli ha chiesto aiuto ai parenti ma il disagio deve essere diventato per lui impossibile da gestire se non cercando un gesto eclatante.

«Promesse non se ne possono fare – dice il sindaco Simone Millozzi, dopo che il padre di famiglia è sceso dalla gru – seguiremo questa famiglia come facciamo con altre che si trovano in difficoltà, secondo i percorsi previsti. Certo è che se la situazione economica non cambia sarà sempre più difficile trovare soluzioni e i casi come questo rischiano di diventare sempre più numerosi». Alla fine, alle 19.35, l’uomo ha lasciato il cantiere insieme alla moglie e a uno dei tre figli. Con lo sguardo disperato ma convinto di essere riuscito a farsi ascoltare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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