Il Tirreno

Pontedera

Calanchi di Toiano dall’area protetta il rilancio del borgo

di Francesca Suggi

Parte l’iter per valorizzare a livello regionale e comunitario l’importanza agro-naturalistica delle colline di Palaia

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PALAIA. La rinascita del borgo fantasma di Toiano potrebbe dipendere proprio da quel riconoscimento di “area protetta”. A far partire l’iter, ufficialmente, sono la Provincia di Pisa, il dipartimento di Scienze agrarie dell’Università di Pisa e ovviamente il Comune di Palaia. Il primo passo è proprio lo studio sulle ipotesi di tutela e valorizzazione dei calanchi di Toiano, presentato nell’Alta Valdera. «Le attente analisi effettuate – sottolinea il sindaco,Alberto Falchi – fanno ritenere l’area in questione degna di essere riconosciuta come sito di valenza conservazionistica della rete natura 2000, sia a livello regionale che comunitario».

L’obiettivo, scandito a chiare lettere anche dall’assessore provinciale all’Ambiente Valter Picchi, è quello di rilanciare la zona a livello turistico.

Dallo studio della flora, della vegetazione e degli habitat della zona interessata salta fuori il quadro di un’area di particolare interesse nel polo ambientale del Valdarno e della Valdera. «In provincia di Pisa – continua Falchi – gli ambienti calanchivi e le stesse biancane sono in netto declino, a causa dell’abbandono delle tradizionali pratiche agro-silvo-pastorali e delle peculiarità naturalistiche legate a queste attività: prer questo è auspicabile prevedere forme di valorizzazione e tutela».

Il rinoscimento come “area protetta” comporterebbe contributi, regionali, oppure comunitari. Una boccata di ossigeno all’intera zona che potrebbe pure coinvolgere quel grappolo di case dimenticate di Toiano, dove attualmente abitano tre persone. Tre cittadini di Palaia che da tempo reclamano al Comune le condizioni di base per poter vivere.

Difficoltà di approvvigionamento idrico, disagi per lo scarico, manutenzione praticamente assente, strade dissesstate per arrivarci: gli elementi che riducono al minimo la vivibilità di Toiano sono tanti.

A questi si aggiunge anche un “panettone” cementato in terra che non consente di accedere con mezzi a quattro ruote nel borgo (intervento fatto per evitare il passaggio di auto sul ponticello di ingresso, che ha problemi di stabilità).

Ma questo ostacolo fa paura a chi abita nel borgo anche per una ragione di sicurezza: se qualcuno si sente male, neppure i mezzi di soccorso riescono a penetrare nel borgo, costretti a fermarsi al suo ingresso.

«Purtroppo là dove abitano poche persone, anzi pochissime nel caso di Toiano, è difficile reperire fondi – commenta il primo cittadino – Ovviamente il percorso per ottenere il riconoscimento dei calanchi di Toiano come area protetta è un progetto che andrebbe a integrare quello già effettuato per Toiano». Già, perché sul villaggio del tempo che fu, da tempo c’è uno studio di ingegneria naturalistica per il recupero del borgo che, comunque, fa fatica a concretizzarsi e quindi a reperire fondi.

«È solo l’autorità di bacino l’ente preposto da cui potrebbero arrivare soldi per Toiano», puntualizza Alberto Falchi. Prossimamente, comunque, il sindaco incontrerà anche i titolari di agriturismo, imprese agricole e cacciatori per sottoporre lo studio legato alla valorizzazione dei calanchi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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