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Razionale e sostenibile Castelfranco si ripensa
Pardossi: «L’obiettivo è quello di valorizzare la dimensione pubblica della città» Ci sono 60 giorni per presentare le osservazioni al Regolamento urbanistico
CASTELFRANCO DI SOTTO. Minor consumo di suolo, recupero dei volumi esistenti, razionalizzazione degli spazi e delle aree di espansione produttiva, ma anche meno vincoli per gli interventi nel centro storico e una proiezione turistica nelle frazioni. Sono i punti principali della variante generale al Regolamento urbanistico di Castelfranco, adottata a maggioranza nel consiglio comunale di lunedì e adesso aperta, per 60 giorni, alle osservazioni di cittadini, professionisti e imprese.
«È il risultato di una riflessione sul ruolo e sulla funzione della città – dice l’assessore Cristian Pardossi – costatandone i limiti e le potenzialità. Un percorso che abbiamo condotto insieme ai cittadini, attraverso interviste e laboratori tematici. L’obiettivo è quello di valorizzare la dimensione pubblica della città intesa come rete di relazioni, come bene da tutelare e promuovere, cercando di orientarne lo sviluppo alla sostenibilità».
I tagli alle aree espansive. Al primo punto c’è un uso più accorto del suolo, che ha previsto la riduzione degli indici nel capoluogo e soprattutto il taglio di numerose aree di espansione edilizia nelle frazioni, in particolare a Galleno e Villa Campanile, da cui spariscono, insieme con Orentano, anche le zone di espansione produttiva che vengono concentrate a Chimenti lungo la provinciale.
I volumi da recuperare. Per favorire il recupero dei volumi esistenti è stato introdotto lo strumento della perequazione a distanza, pensato in particolare per la vecchia tabaccaia di Montefalcone e la Fornace nei pressi del Callone, i cui volumi potranno essere recuperati all’interno del capoluogo. In pratica, chi vorrà costruire nell’ex area Pep tra Villa Berti e via Fratelli Cervi, oggi scaduta, potrà farlo solo in cambio del recupero della tabaccaia o della fornace, per le quali è prevista una demolizione parziale con la salvaguardia degli elementi di archeologia industriale. La variante cerca anche di guidare lo sviluppo delle aree di espansione dando priorità a quelle più vicine all’abitato, per evitare la formazione di vuoti.
Meno limiti per il centro. Nel centro storico viene offerta per la prima volta la possibilità di accorpare i fondi al piano terra per renderli più attrattivi a livello commerciale, mentre gli appartamenti ai piani superiori, al contrario, potranno essere frazionati entro certi limiti.
La “quinta porta”. Sono state redatte due schede di recupero per il vecchio cinema e per l’area ex “Morelli e Spini” di via Magenta, che potranno contribuire allo sviluppo del centro con nuovi spazi residenziali e direzionali, nuovi posti auto e la possibilità di un nuovo accesso al paese, «una sorta di quinta porta», dice Pardossi.
Il nuovo parco d’Usciana. La fascia del parco tecnologico lungo l’Usciana viene ridimensionata, lasciando il posto a un parco-cassa, che servirà da compensazione idraulica anche in funzione del completamento dell’area industriale Macrolotto. Nella parte residua del parco tecnologico, invece, viene prevista la creazione di un’area Apea, cioè una zona industriale tecnologicamente avanzata.
Il disagio abitativo. «Tra le novità – spiega Pardossi – c’è anche l’introduzione di uno standard sociale del 10% per tutte le aree di espansione, da destinare alla costruzione di alloggi a canone convenzionato.
Sviluppo rurale e turistico. Per la valorizzazione del territorio rurale la variante agevola gli agricoltori nella possibilità di ricoverare attrezzi e strumenti, mentre per le frazioni delle Cerbaie viene rafforzata la vocazione turistica, con un’area turistico-ricettiva a Orentano e possibilità di recupero per eventuali agriturismi. «Tuttavia – conclude l’assessore Pardossi – questo regolamento dimostra ancora una volta la necessità di una pianificazione sovracomunale, che non può più essere rinviata».
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