Il Tirreno

Pontedera

I VINI PISANI

Crescono numeri e qualità gli enologi assegnano voti alti a ben 23 etichette

di Marco Barabotti
Crescono numeri e qualità gli enologi assegnano voti alti a ben 23 etichette

PISA. Se il vino toscano gode buona salute, quello pisano non è da meno. Anzi, si registrano passi avanti consistenti rispetto agli anni precedenti, con una crescita qualitativa e soprattutto tante...

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PISA. Se il vino toscano gode buona salute, quello pisano non è da meno. Anzi, si registrano passi avanti consistenti rispetto agli anni precedenti, con una crescita qualitativa e soprattutto tante nuove aziende sempre più emergenti.

Gli assaggi degli esperti della Guida dei Vini dell'Espresso 2014 arrivata da alcuni giorni nelle librerie, segnalano 23 etichette pisane con un punteggio che va da 18,5/20 a 16/20. Spicca in vetta l'azienda Duemani di Riparbella con Suisassi 2010. L'azienda, di proprietà di Elena Celli e dell'enologo Luca D'Attoma, prosegue nel solco del protocollo biodinamico.

I vini sono solidamente strutturati ed esprimono un carattere ben definito. Come appunto il Suisassi 2010, un syrah di affermata personalità al palato, strutturato ma dinamico e contrastato, dall'intenso fondo minerale che rilancia nel lungo finale, un gran vino che ha solo un "difetto": una bottiglia costa fra i 64 e i 74 euro (comunque li vale per chi ha un buon portafoglio).

Che l'azienda sia al top della qualità, lo si evince dal secondo posto (ex aequo con il Vigna alle Nicchie 2009 di Pietro Beconcini di San Miniato e il Veneroso della tenuta Ghizzano di Peccioli del 2010), col Duemani 2010, un cabernet franc intenso, pulito e maturo.

Il Vigna alle Nicchie, da uve tempranillo, conferma l'estrema cura riservata ai delicati equilibri della conduzione del vigneto (vi si sentono profumi di spezie, rabarbaro, fiori secchi, confetture di ciliegie).

Non poteva mancare nei primi posti un'azienda all'avanguardia fin dal 1985, come la tenuta di Ghizzano, che persegue una decisa riconversione verso un'agronomia non invasiva e biologica.

Il Veneroso 2010 (sangiovese, cabernet) in bocca ha freschezza, sapidità e giusto contrasto (buono è il rapporto prezzo-qualità).

Ghizzano si piazza in alto anche con il suo vin santo San Germano 2008.

Con 17/20 troviamo una vecchia conoscenza come il Podere La Regola. Fondata nella seconda metà degli anni Novanta, La Regola è la realtà più affidabile e dinamica dell'area coperta dalla denominazione Montescudaio.

Il miglior punteggio l'ha riportato con La Regola 2009 (cabernet franc, ricco, potente, con tannini saporiti), ma non da meno è lo Strido 2009, un merlot che ha una spinta vigorosa sul palato, seppure il suo potenziale di complessità, pur elevato, è ancora da sviluppare.

L'eccellenza pisana è completata da un livornese, Mario Madiai, un pittore con una grande passione per il vino (le etichette sono ovviamente disegnate da lui).

La sua azienda, Malacoda in località Bicciocchi a Lorenzana, esprime quest'anno un Le Code 2010 (merlot), speziato e floreale nei profumi, una beva soffice ed elegante (eccellente il rapporto prezzo-qualità).

Vicini ai quartieri alti dei vini pisani con 16,5/20, viaggiano con lo Strido della Regola già citato, il Grand noir della tenuta Castellani di Pontedera, il Luis delle Colline di Sopra di Montescudaio, il Ceppatella della fattoria Fibbiano di Terricciola, il Castello Ginori di Gino Lisci di Montecatini Valdicecina, Casa Nocera dell'azienda Pagani de Marchi di Casale Marittimo, Campo del Pari dell'azienda Pakavan Papi di Castellina Marittima e il Colors dell'azienda La Valletta di Lorenzana.

In assoluto, infine, il miglior rapporto qualità-prezzo se lo aggiudica l'Erede brut (trebbiano) 2010 dell'azienda Cupelli di San Miniato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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