Sotto indagine i membri del fronte anti-pirogassificatore
La rivelazione durante l’assemblea pubblica di giovedì sera a Castelfranco organizzata dai 5 Stelle Trassinelli: «Alcuni di noi sono stati convocati dai carabinieri per degli accertamenti»
CASTELFRANCO DI SOTTO. Sotto indagine il fronte anti-pirogassificatore. Domande e accertamenti che da alcune settimane stanno coinvolgendo esponenti del Comitato Antinquinamento e del Movimento Cinque Stelle di Castelfranco. A rivelarlo sono stati gli stessi attivisti del movimento, nell’incontro organizzato giovedì sera con il deputato Cinque Stelle Samuele Segoni. Un incontro partecipato, che ha riempito per tutta la sera i locali della contrada San Michele, con una platea attiva e interessata alla quale gli esponenti grillini hanno scelto di rendere nota una notizia delicata e ancora poco chiara.
L’indagine. «Alla fine di agosto – ha raccontato Luca Trassinelli dei Cinque Stelle di Castelfranco – è stata emessa una denuncia penale a carico di ignoti per attività che al momento non conosciamo. Sappiamo solo che l’indagine ha coinvolto molti di coloro che da anni sono impegnati sui temi ambientali. Alcuni esponenti sono stati contattati o convocati dai carabinieri per accertamenti. L’unica cosa certa è che la denuncia è stata presentata al comando dei carabinieri di Empoli». I militari, in particolare, come spiegato dall’avvocato Luca Scarselli, avrebbero «chiesto informazioni su un determinato numero di cellulare. Può anche trattarsi della fesseria di qualcuno, ma è strano che facciano tutte queste domande. Le denunce contro ignoti, spesso, servono solo a mettere paura. I sindaci della zona hanno comunque il dovere di prendere posizione». «Sono stata una delle prime persone sotto indagine – ha rivelato Aurora Rossi del Comitato Antinquinamento – ma questo non basterà a chiudermi la bocca. Il Comitato continuerà a dare battaglia insieme al Movimento Cinque Stelle».
Le criticità ambientali. La sensazione, tra gli attivisti, è che tutto nasca dalla vicenda del pirogassificatore, punto centrale di un impegno in campo ambientale che vede tanti fronti aperti sul Valdarno. L’incontro di giovedì, infatti, è servito prima di tutto a illustrare le criticità del territorio al deputato Segoni, originario di Montevarchi, che già nei mesi scorsi aveva presentato due interrogazioni legate alle vicende del comprensorio: una sui piccoli impianti di incenerimento di rifiuti, l’altra sull’indagine epidemiologica dell’Asl 11. Una sorta di “aggiornamento” per Segoni, a cui sono state mostrate anche le immagini degli sversamenti di reflui non depurati in Usciana. Cesare Lami dei Cinque Stelle di Santa Croce, invece, ha affrontato il tema del Tubone: «Progetto su cui non siamo contrari a prescindere – ha spiegato – ma sul quale rimane un’assoluta mancanza di trasparenza e di costi certi». Erica Raffaelli, infine, della pattuglia grillina di Montopoli, ha ricordato i tanti casi di leucemia registrati nel 2008 e la recente vicenda delle antenne Telecom, «da cui è emersa – ha ricordato – in virtù della legge Gasparri, l’impossibilità per gli enti locali di pianificare l’installazione degli impianti». Tema sul quale Segoni ha assicurato il proprio impegno per provare a rivedere o abrogare la legge.
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