Il Tirreno

Pontedera

La mela in Vespa ha il primato anche su Apple

di Manolo Morandini

Il colosso americano ha perso la sua battaglia legale contro un piccolo bar tedesco che ha un logo simile

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PONTEDERA. In principio fu la mela. Con Eva che viene tentata dal serpente e decide di addentarla. È un segno indelebile. Quel frutto morsicato a secoli di distanza è un simbolo. Entra nel gioco di marchi e visibilità. E l'associazione corre al colosso informatico di Cupertino, la Apple. Ma a Pontedera quel brand è finito in sella alla Vespa ben prima che Steve Jobs ne facesse il segno distintivo della sua azienda. Correva il 1969 e la Piaggio fu pubblicizzata associando allo scooter una mela morsicata. Lo era da entrambi i lati, per dare il la a slogan come “Chi Vespa mangia le mele” o “Mela compro la Vespa”.

Una storia di creatività pubblicitaria che si deve al direttore creativo dell’agenzia Leader Gilberto Filippetti, scomparso nel 2009, che in quegli anni curava le promozioni della Casa di Pontedera. Un filo della memoria che si intreccia con una vicenda che vede in contrasto Apple con un piccolo bar di Bonn, in Germania. Con il localino di provincia che vince la sua battaglia contro il colosso tecnologico, quello col marchio più influente al mondo. Tema del contendere due mele.

Tutto ebbe inizio due anni fa, quando da Cupertino dichiararono guerra allo sconosciuto Apfelkind, un bar di Bonn. I tedeschi erano responsabili di aver usato un logo troppo simile alla famosa mela morsicata di Apple. E per questo partirono le prime avvisaglie legali. Avvisaglie che ben presto si trasformarono in un processo vero e proprio. La mela rossa col profilo di una bambina, e la scritta “Apfelkind”, questo il nome del bar, non andava bene alla società di Cupertino. Una lunga lettera inviata alla titolare del locale e firmata dagli avvocati di Apple sosteneva che quel logo causava confusione fra i consumatori, e per tanto doveva essere immediatamente ritirato. Ne seguono due anni di carte bollate. Fino a quando l'ufficio brevetti tedesco ha fatto sapere che il colosso californiano ha ritirato la propria opposizione all’uso del marchio.

Ci sono la mela teutonica e quella americana. Ma il primo a morsicarla, Eva a parte, è stato l'italiano Filippetti. Insomma, quel frutto mancante di una parte non può considerarsi un’idea di Cupertino del tutto nuova nell’ambito dei marchi. Lo racconta la battaglia persa in Germania. E lo testimonia il mito Vespa. E quella mela col doppio morso scelta come segno di trasgressione e freschezza negli anni della contestazione giovanile. Filippetti raccontava che l’idea gli venne nel vedere un giovane scrivere uno slogan su un muro con una mela tra i denti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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