Italia
In massa a Bologna per cercare conferme al trend di ripresa
I conciatori del distretto pisano alla più importante fiera internazionale del settore: 1.155 espositori da 43 Paesi
INVIATO A BOLOGNA. «Ci presentiamo estremamente fiduciosi e ottimisti a quello che in questa fase dell’anno è il più importante appuntamento fieristico del mondo. Dove il distretto è presente in modo massiccio e qualificato».
Così il presidente del Consorzio conciatori di Ponte a Egola Giuseppe Volpi fotografa il clima alla vigilia della tre giorni di Lineapelle a Bologna. Una vetrina internazionale in cui si presentano le collezioni autunno/inverno ‘14/’15 di pelli, accessori, componenti, sintetici, tessuti e modelli. Un appuntamento che registra già un record di partecipazione: 1.155 espositori (+3%) da 43 Paesi.
«In un mercato ancora complessivamente rallentato riusciamo comunque ad ottenere riscontri importanti, perché la nostra qualità ci viene riconosciuta in modo assoluto – sostiene il presidente dell’Associazione Conciatori di Santa Croce sull’Arno Franco Donati –. Da Bologna, in questa fase della stagione, potranno arrivare ulteriori risposte a dirci come il mercato potrà orientarsi, certo ci auguriamo che anche l’evento di Lineapelle premi gli sforzi che ogni giorno i nostri imprenditori fanno lavorando con impegno e ponendosi come una delle principali risorse dell’intero comparto conciario nazionale».
Sullo sfondo pesano le preoccupazioni per l’andamento delle quotazioni delle pelli grezze e più in generale lo scenario economico che continua a non brillare. Nel primo semestre la crescita della produzione è stata ostacolata dall’andamento dei prezzi della materia prima, che in Europa sono stati spinti dai compratori orientali e dagli accaparramenti di grossi complessi continentali. Gli ultimi dati export vedono un sostanziale recupero di valori a fronte di una fiacchezza interna, diffusa in molte zone dell’Ue. Destinazioni attive appaiono: Cina, Spagna, Portogallo, Usa, Polonia, Regno Unito, Turchia e Corea del Sud. In calo: Francia e Germania. L’utilizzazione più brillante resta la pelletteria, con leggeri aumenti per calzatura e debolezza in abbigliamento e arredamento.
Tuttavia, da oggi a Bologna i conciatori del distretto si confrontano in quella che è una fiera centrale nel sistema commerciale mondiale. Il mercato rappresentato da Lineapelle, coinvolge tra domanda e offerta 50mila aziende e un giro d’affari di 115 miliardi di dollari, pari al 40% del fatturato mondiale dell’area pelle. È in questo contesto che Unic e sindacati di categoria, Filctem, Femca e Uiltec, oggi presenteranno la seconda edizione del Rapporto socio-ambientale, una sorta di radiografia in chiave di sostenibilità del settore conciario nazionale, di cui la realtà del comprensorio del Cuoio è una delle componenti principali. I dati confermano che si tratta di un’industria leader a livello internazionale per valore della produzione, 16% del mondo e 65% dell’Ue, ma anche in termini di responsabilità sociale e ambientale, sviluppo tecnologico, stilistico e qualitativo con oltre il 75% della produzione che prende la via dell’export.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google