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Pontedera

Lorbac, il ministero aprirà un tavolo di confronto

La vertenza occupazionale del calzaturificio di Castelfranco è approdata in Senato. Il sottosegretario al Lavoro ha risposto all’interrogazione di Gatti

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CASTELFRANCO DI SOTTO. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è perfettamente al corrente della vertenza occupazionale che riguarda il calzaturificio Lorbac di Castelfranco. È disponibile ad aprire un tavolo di confronto con tutti i soggetti coinvolti, anche se da Roma si fa presente che la richiesta presentata per ottenere la cassa integrazione straordinaria per tutti i lavoratori non è conforme rispetto agli accordi precedenti.

Questo il senso della risposta che il sottosegretario al Lavoro Carlo Dell’Aringa ha dato in Parlamento alla senatrice Maria Grazia Gatti, prima firmataria dell’interrogazione presentata in data 25 settembre.

«Il calzaturificio Lorbac – ha riferito Dell’Aringa – ha subìto un notevole deterioramento delle proprie condizioni economico-finanziarie, dovuto da un lato ad un progressivo calo degli ordinativi da parte dei clienti e, dall’altro, al crescente aumento degli insoluti. È stata pertanto autorizzata la concessione del trattamento straordinario di integrazione salariale per evento improvviso ed imprevedibile esterno alla gestione aziendale in favore di 70 lavoratori dipendenti della società. Successivamente, a febbraio scorso, la società e le rappresentanze sindacali dei lavoratori hanno stipulato un contratto di solidarietà di tipo "difensivo", che ha previsto la riduzione dell’orario di lavoro pari al 50 per cento e su queste basi la società ha presentato istanza per l’ammissione alla cassa integrazione straordinaria in favore di tutti i lavoratori, per 12 mesi».

Il sottosegretario al Lavoro aggiunge, però, un particolare importante: «Tale procedimento è al momento sospeso in attesa di chiarimenti da parte della società, in quanto l’istanza presentata non è risultata conforme a quanto dedotto nel contratto di solidarietà. L’accordo, infatti, ha previsto il ricorso al trattamento di cassa integrazione straordinaria per 26 lavoratori, mentre l’istanza è stata presentata in favore di 46 unità».

Nelle settimane scorse la situazione è poi precipitata. «A settembre scorso – continua Dell’Aringa – a seguito di una ulteriore perdita del 50 per cento della propria produzione, la società ha presentato domanda di ammissione alla procedura del concordato preventivo. Il commissario giudiziale nominato dal Tribunale di Pisa ha quindi inviato una comunicazione di licenziamento collettivo per cessazione di attività nei confronti di tutti i lavoratori in forza presso l’azienda, con l’eccezione di due unità, destinate alla gestione del piano di liquidazione e delle attività residuali dell’azienda».

Nella parte finale del suo intervento al Senato il rappresentante del governo Letta ha promesso la vicinanza del Ministero.

«Nel rilevare che, ad oggi, non è stato richiesto dalle parti sociali alcun incontro per l’esame della situazione occupazionale – ha sottolineato Dell’Aringa – assicuro comunque la massima attenzione del Governo e garantisco la più ampia disponibilità ad aprire un tavolo di confronto con tutti i soggetti coinvolti, al fine di valutare ogni possibile soluzione diretta a tutelare la posizione dei lavoratori e delle loro famiglie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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