Italia
Caso di via Rospicciano, tutto rinviato al 2014
PONSACCO. Un’udienza di smistamento. è così che i tecnici etichettano il passaggio davanti al Gup del tribunale di Pisa chiamato a decidere se rinviare a giudizio il sindaco di Ponsacco Alessandro...
PONSACCO. Un’udienza di smistamento. è così che i tecnici etichettano il passaggio davanti al Gup del tribunale di Pisa chiamato a decidere se rinviare a giudizio il sindaco di Ponsacco Alessandro Cicarelli e due suoi tecnici (D’Auria e Turini), per la vicenda del cambio di destinazione d'uso di una porzione al piano terra del maxi immobile che affaccia su via Rospicciano, realizzato dalla futura Immobiliare nell’ambito di un piano di iniziativa pubblica. Tutto rinviato al 9 gennaio 2014.
Nel calendario c’è anche un’altra data: il 19 dicembre c'è una udienza per un secondo procedimento penale sulla stessa vicenda, nei confronti del direttore generale della banca di Fornacette Mauro Benigni e Bruno Nardini (amministratore Sigest). Chiama in causa, anche il sindaco e i tecnici del Comune. E i due filoni dovrebbero essere accorpati in uno solo che finirà davanti al giudice ad anno nuovo.
Nessuna decisione quindi, ma nuove carte all’attenzione dei magistrati. La Futura Immobiliare si è infatti costituita parte civile nell’ambito del procedimento lamentando danni per 25 milioni di euro che chiede in via solidale a tutti gli attori della controparte coinvolti nella vicenda. Una richiesta depositata con la specifica che le motivazioni a supporto della cifra verranno fornite ai giudici in sede di dibattimento.
Per la Futura Immobiliare le regole sarebbero state cambiate illegittimamente («un piano particolareggiato necessita di un iter complesso per un cambio di destinazione d'uso», dicono). Quindi la Dia e la Scia, strumenti urbanistici usati per permettere l’insediamento in quel complesso immobiliare della Banca di Fornacette, a due passi dalla filale della Cassa di risparmi odi Volterra, non possono bastare. «Lo hanno sottolineato tre sentenze del Tribunale amministrativo regionale della Toscana – dicono – e adesso anche i tecnici del Comune l’hanno capito, tanto che sono state emesse delibere per annullarle». È tutto in questo meccanismo vizioso il braccio di ferro. Ma c'è la volontà di andare oltre. Impresa e Comune potrebbero presto mettersi a un tavolo per ricomporre una vicenda che si trascina da anni e di fatto tiene in scacco un’area su cui Ponsacco ha puntato per riqualificare il centro città.
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