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Cinquanta candeline al Cattaneo parla l’ex preside Faraoni
SAN MINIATO. Una scuola che si è sviluppata nel tempo seguendo e spesso anticipando le trasformazioni della società, e soprattutto le necessità di un territorio. Un istituto che può guardare con...
SAN MINIATO. Una scuola che si è sviluppata nel tempo seguendo e spesso anticipando le trasformazioni della società, e soprattutto le necessità di un territorio. Un istituto che può guardare con orgoglio al proprio passato e con altrettanta fiducia al futuro. Il Cattaneo di San Miniato festeggia quest’anno i cinquant’anni di vita, e lo fa con una serie d’iniziative in programma nei prossimi giorni, in un viaggio a ritroso tra le trasformazioni e i traguardi della scuola.
Uno sviluppo che sembra coincidere con lo storia professione di quello che è stato il suo preside più longevo: Francesco Faraoni, sanminiatese, che proprio qui, nel ‘65, aveva aperto la carriera dell’insegnamento per poi diventarne dirigente dal ‘93 al 2003, in un periodo di grandi cambiamenti per il Cattaneo. «Quando arrivai – ricorda – erano gli anni della costruzione del nuovo edificio, e soprattutto dei nuovi indirizzi che furono introdotti con l’autonomia scolastica».
Il Cattaneo iniziava allora a prendere una fisionomia più familiare, allargando orizzonti e spazi dopo un lungo periodo di frammentazione. «All’inizio degli anni ‘60 – ricorda Faraoni – si avvertiva a San Miniato la necessità di una scuola tecnica, che poi è cresciuta velocemente di pari passo con il boom economico, quando tutti volevano diventare ragionieri». Pochi locali all’inizio, al primo piano del palazzo che oggi ospita la Posta, con ingresso su via Borgonovo. Spazi subito insufficienti, con la scuola costretta ad allargarsi nei locali a fianco di Palazzo Grifoni e poi al Seminario, fino a quando, alla fine degli anni ‘80, prese il via l’ambizioso progetto dell’architetto Giancarlo De Carlo, per dare una sede al Cattaneo nello spazio dell’ex campo sportivo.
«In attesa che partissero i lavori – racconta l’ex preside – la Cassa di risparmio di San Miniato offrì la possibilità di sfruttare, provvisoriamente, il nuovo edificio in costruzione in via Trento, a La Scala. Il trasferimento fu graduale, completato quando ero preside». Una carriera trascorsa tutta nelle scuole di San Miniato per Faraoni, passando dal magistrale e soprattutto il liceo Marconi, di cui fu anche preside per un anno prima di tornare al Cattaneo. «Quando arrivai nel ‘93 – ricorda – c’era solo ragioneria. Poi sviluppammo Erica e successivamente l’Iti a indirizzo chimico, con particolare attenzione al conciario. Si avvertiva nel comprensorio la necessità di una scuola che formasse periti chimici. Era una richiesta delle stesse concerie, costrette ad affidarsi a tecnici che spesso arrivavano da fuori. L’indirizzo fu attivato alla fine degli anni ‘90, e ricordo che ritardai la pensione di un anno proprio per accompagnarlo fino alla quinta. È una soddisfazione vedere che quell’impostazione è rimasta e si è sviluppata con successo».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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