Il Tirreno

Pontedera

Qui si fa la storia ma pochi sentono il cambiamento

di Manolo Morandini

Capannoli, Palaia e Peccioli verso il Comune di Alta Valdera Il viaggio nei tre paesi per tastare il clima tra i cittadini

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PECCIOLI. Il calendario scorre. Meno di due settimane separano i cittadini di tre paesi da un appuntamento con la storia. Storia locale, certo. Minima. Ma pur sempre storia. Via i Comuni di Capannoli, Palaia e Peccioli. Al loro posto l’accorpamento di municipi e campanili sotto l’insegna Alta Valdera. È quanto si decide il 6 e 7 ottobre con un referendum consultivo. Potrebbero cambiare i confini della cartina geopolitica, ma la vicenda non scalda i cuori. «A pelle sono contraria. Devo informarmi e potrei cambiare idea». Così Alice Chiarei guarda alla vicenda da Peccioli. E la sua è una delle trenta voci raccolte in strada. Un sondaggio informale, per tastare il polso ai protagonisti più o meno consapevoli della vicenda.

Tanti i non so, le informazioni sommarie e gli slogan. Molti sono incerti, anche sulla data del voto. Sembra prevalere il sì alla fusione, ma largo è soprattutto il fronte dei distratti. Quello di chi è poco appassionato o per niente motivato a recarsi alle urne. «Ho letto qualcosa, ma non so come si fa a votare – dice il pecciolese Renato Volpi –. Questa fusione sarei per non farla, ma se la legge dice di accorparsi c’è poco da fare».

A pochi metri da piazza del Popolo Stefania Bulleri non nasconde la freddezza sul tema. «Non seguo la politica per principio - dice -. Quello che conosco sul referendum me lo hanno detto i miei figli. Valuterò se andare a votare. C'è ancora tempo». Più fatalista è il compaesano Fabio Nocci: «Da quanto ho capito siamo quasi obbligati a fare l’accorpamento». «Ci sono delle cose che non mi tornano», afferma Bruno Arzilli. Che aggiunge: «Non ho ben chiaro come verrà impostata la fusione. C’è da vedere quali ripercussioni ci potrebbero essere». All’ombra della chiesa del Carmine Vittorio Zucchelli rispolvera il suo passato da amministratore locale. «Sono consapevole e convinto dell’utilità dell’accorpamento per dare garanzie sul mantenimento dei servizi sul territorio altrimenti finiscono all’Unione Valdera. Però serve un’informazione più capillare».

Qui Palaia. In terra palaiese la partita si decide nella ben più numerosa frazione ai piedi del capoluogo: a Forcoli. «Sono favorevole e andrò a votare – afferma Michela Paperini, che non fa mistero del suo passato da consigliere comunale –. C’è da far capire che non c’è un comune che chiude a vantaggio di un altro. Nascerà una nuova realtà». Vista da corso Giuseppe Garibaldi la faccenda ha risvolti pratici. «I forcolesi sono informati e favorevoli a passare al Comune unico – dice Alessandro Cellai –. Anche solo per una questione di praticità. Per esempio, per fare un documento in municipio agli uffici di Peccioli ci posso andare in bici. Per quelli di Palaia devo prendere l’auto».

«Le persone mi sembrano poco informate – dice Micaela Galantini –. Insomma, non è un argomento di discussione. Non appassiona». «Se ne parla poco», rincara Luca Giannini. «Ho dei volantini a casa che mi riservo di leggere», dice Piera Vannozzi. Mentre Spinello Lucci non ha dubbi: «Andrò a votare».

Qui Capannoli. «Non è ben chiaro come funziona il referendum – sostiene Simone Manzi –. C’è chi è per il sì ma non andrà a votare convinto che la fusione si farà comunque». Mentre Carmelo La Monica entra nel merito: «Perché fare il capoluogo a Peccioli se Capannoli ha molti più abitanti?». È freddo Antonino Mangiapanello: «Non mi sono informato». Più consapevole Alessio Fagiolini: «Sono contrario quanto si promette non sarà mai fatto». Di tutt’altro avviso è Stefano Giuntini: «Prevalgono i favorevoli al comune unico». E come lui la pensa Marco Cionini: «Non fare niente non è utile ma sarebbe un guaio se le promesse legate alla fusione restassero tali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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