Il presidio
Tradizione e tecnologia, i due volti del XXV aprile
Il liceo classico e quello scientifico uniti “aprono” al mondo universitario La preside Rocchi: «Abbiamo rapporti stretti con le realtà del territorio»
PONTEDERA. «Sono orgogliosa dell'atmosfera che si respira in queste aule», dice Luciana Rocchi, preside dal 2006 dell'Istituto superiore “XXV Aprile” di Pontedera, che comprende il liceo classico e scientifico, una volta distinti, indipendenti, oggi uniti a formare quel ponte ideale che i ragazzi attraversano per salire a bordo del decisivo, fondamentale vascello dell'istruzione universitaria. «Non per fare paragoni, per carità. Ma sta di fatto che a volte, a entrare in certe scuole, l'impressione che ti colpisce subito è quella di un gran baccano, come se un concerto rock dovesse iniziare di lì a poco e tutti già fremessero. Invece qui...». Invece qui, al “XXV Aprile”, spiega la professoressa, «è un'altra cosa». Per descriverla, ricorre a un ossimoro: «Una pacata vivacità». Ragazzi svegli, come devono essere a quell'età, brillanti, ma rispettosi dell'ambiente in cui si trovano. «Non un eccesso, non una scritta sul muro, non un episodio di cui ci si debba rammaricare. Venite a trovarci. È un piacere vederli al lavoro». Da una parte, la formazione classica, il greco, la letteratura antica. Dall'altra, le scienze, i numeri, l'attitudine alla logica, la confidenza coi precisi schemi di tutto ciò che poggia su fondamenta matematiche. Due mondi, due rive distinte. Rese vicine da un unico scopo, un intento condiviso: «Dare basi molto forti in previsione dello studio universitario. Questa, da sempre, la vocazione dei due licei. Il collegamento tra il “XXV Aprile” e il mondo universitario, è continuo. Ostacolato da secche finanziarie che ici immobilizzano».
Riguardo ai due licei pontederesi, «le aspettative di tutti sono molto elevate. Come d'altra parte è elevata l'utenza dell'Istituto. Chi vuole un certo tipo di preparazione, è qui che si rivolge, ed è giusto che ci siano scuole che puntano in alto. Quindi non è sempre facile conciliare questi due elementi, aspettative delle famiglie e mezzi a disposizione. Ma ci proviamo, cerchiamo di sfruttare al meglio ciò che abbiamo a disposizione. E per fortuna i risultati arrivano, i ragazzi sono bravi, in certi casi bravissimi, vincono concorsi, arrivano ai primi posti di agguerrite selezioni, una volta arrivati ai test d'ingresso universitari fanno bene e entrano senza problemi. Siamo contenti. L'altra mattina è venuto a trovarmi un nostro studente che a luglio ha preso la maturità classica: “Preside, sono passato a salutarla, parto per Venezia”. Alle selezioni per la Scuola Navale Militare “Francesco Morosini” - tantissimi ragazzi che concorrevano da tutta Italia - è arrivato tra i primissimi: addirittura secondo, mi pare di ricordare. Anche con le realtà del territorio i rapporti sono stretti. Portiamo avanti un bellissimo lavoro col Polo Sant'Anna Valdera. C'è questo progetto, “Acariss”, che ci sta dando tante soddisfazioni. Una nostra classe ha vinto il premio per la miglior invenzione: un gioco da tavolo, “Mr. Crabbot!”, che viene gestito da un piccolo robot a forma di granchio. Durante la dimostrazione al pubblico, i ragazzi erano tutti concentrati a seguire le mosse di questa buffa creaturina. A un certo punto hanno pure gridato “Funziona!”. Una scena».
Andrea Lanini
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