Il Tirreno

Pontedera

Morì folgorato, la famiglia ora chiama in causa l’Enel

di Sabrina Chiellini
Morì folgorato, la famiglia ora chiama in causa l’Enel

La vittima, Giorgio Donati di 50 anni, toccò i cavi elettrici con una canna da pesca Un esposto anche contro il Comune, i concessionari e i gestori dell’impianto

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PONTEDERA. Una tragedia assurda che non può restare senza responsabilità. Di questo sono convinti i familiari di Giorgio Donati, 50 anni, di Palaia, morto folgorato mentre stava pescando sulle sponde del Lago Nemo, il pomeriggio prima di Ferragosto. La vittima, padre di due figli, ha urtato con la sua canna in carbonio i cavi dell'alta tensione che “attraversano” l’area a verde e in parte lo stesso lago dell’ex fornace Braccini. Inutile ogni soccorso, le scariche della corrente elettrica lo hanno ucciso all’istante. Sulla tragedia la Procura di Pisa ha aperto un’inchiesta e pochi giorni fa i carabinieri di Pontedera, che hanno svolto le indagini a partire dal sopralluogo di quel drammatico pomeriggio, hanno consegnato al sostituto procuratore della Repubblica, dottoressa Paola Rizzo, un’informativa in cui ipotizzano diverse responsabilità. E chiamano in causa - per il mancato posizionamento dei cartelli con divieto di pesca nel tratto in cui passano i cavi elettrici - sia il Comune, proprietario del laghetto, che la società che in concessione la spiaggia e i laghi Braccini, oltre allo stesso circolo sportivo Lago Nemo di San Miniato che gestisce il laghetto dove è avvenuta la tragedia. Ieri i familiari della vittima, che ritengono che il Comune in quanto proprietario del lago avrebbe dovuto adottare idonee misure per evitare la pesca in quel tratto, hanno presentato un esposto in Procura a Pisa con cui chiedono al pubblico ministero di indagare sulle eventuali responsabilità nei confronti sia del Comune di Pontedera, che del circolo sportivo Lago Nemo ma anche nei confronti di Enel.

Se è evidente che Comune e Lago Nemo non avevano in alcun modo segnalato la situazione di pericolo secondo i familiari è possibile che anche Enel abbia responsabilità nella tragedia. Nei giorni successivi alla morte del pescatore tecnici Enel arrivarono ai laghi Braccini per controllare la linea elettrica e l’operatore elettrico poi precisò che non erano state ravvisate anomalie nel suo funzionamento.

Nell’esposto si chiede di verificare se le distanze dei cavi della linea elettrica, che in alcuni tratti flettono verso il basso, rispettano le altezze indicate dalla legge. C’è infatti il dubbio che in alcuni tratti le altezze non siano regolari.

Sempre ieri mattina l’avvocato Francesco Scaduto, di Santa Croce sull’Arno, incaricato dai fratelli e dalla moglie della vittima di seguire gli aspetti legali della tragedia, ha presentato in Comune a Pontedera un’instanza in cui chiede gli atti relativi alle concessioni rilasciate per la gestione del Lago Nemo e la cartina che documenti lo stato dei luoghi al momento in cui c’è stata la firma della convenzione con i privati per la gestione dell’impianto sportivo.

Al tempo stesso il legale ha presentato una prima richiesta danni rivolta al Comune, ad Enel e al circolo Lago Nemo. Difficile per i parenti di Donati superare questo momento. Ma sapere che è stata fatta luce sulle eventuali responsabilità nella sua morte potrà almeno aiutare ad alleviare il dolore. Il pomeriggio del 14 Donati aveva deciso di trascorrere alcune ore di relax a pesca, come aveva fatto chissà quante altre volte. Di solito l’uomo andava in un laghetto a La Sterza, nel comune di Lajatico, ma quel pomeriggio il destino lo ha portato proprio a Pontedera nel laghetto dove era già stato alcune volte.

Nessuno fino a quel tragico pomeriggio si era reso conto della situazione di pericolo. Anche se nel lago ci sono postazioni attrezzate per la pesca lungo le sponde, in particolare vicino al traliccio Enel, non era segnalato alcun divieto. Chiunque avrebbe potuto avvicinarsi a quell’area.

Ora, dopo la tragedia, su richiesta dei carabinieri, il Comune è intervenuto segnalando il pericolo e vietando la pesca in quel tratto del lago.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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