Autisti, si parte con l’incognita del contratto
Al via il servizio scuolabus, il sindacato: alcuni costretti a lavorare fuori dal comune di appartenenza
PONTEDERA. Non saranno assunti come soci-lavoratori, bensì come dipendenti con contratto a tempo determinato che andrà avanti fino a giugno. Si tratta del gruppo di autisti degli scuolabus, una quindicina in totale, che presteranno servizio con la cooperativa Itaca nei Comuni di Bientina, Casciana e S. Maria a Monte, frutto di una trattativa privata d’urgenza a seguito della gara, bandita dall’Unione Valdera, andata deserta che avrebbe dovuto assegnare il servizio scuolabus . A raccontare gli sviluppi last minute, visto che domani si riparte con il servizio dedicato ai bambini, è Antonio Mazza, segretario provinciale della Filt-Cgil.
«Ho avuto la conferma dai vertici di Itaca – spiega – che il contratto nazionale che sarà applicato loro sarà di dipendenti a tempo determinato, ma sempre quella tipologia “multiservizi” che, oltre a una decurtazione sullo stipendio, non prevede neppure alcuni diritti basilari. È importante comunque che si sia superata la richiesta di diventare soci».
Intanto si parte così: poi la prossima settimana la questione passerà sul tavolo sindacale. «Ho consultato l’ufficio legale e siamo ancora dell’avviso che questa non sia la tipologia contrattuale idonea per chi fa il lavoro di autista di scuolabus, quindi la prossima settimana valuteremo insieme ai vertici di Itaca l’applicabilità o meno del “multiservizi”, rispetto a quello di autonoleggio che avevano prima gli autisti», continua.
La cooperativa sulla carta si configura come specializzata in giardinaggio e trasporto merci, si tratta di una realtà molto vicina all'azienda "Luca Falaschi".
Itaca fa leva sul "dumping aziendale", cioè applica un diverso contratto nazionale, il "multiservizi" del settore del commercio che, a detta di Mazza, non prevede l'indennità di disoccupazione, in caso di infortunio o malattia i primi tre giorni non sono coperti da indennità e non c'è l'obbligo di mantenere il servizio pubblico in caso di sciopero.
A un giorno dalla ripresa del servizio di trasporto scolastico, intanto, piovono telefonate al sindacato.
Dall’altra parte ci sono autisti, quelli che lavorano nei comuni dove è ancora l’azienda Falaschi a gestire il servizio.
«Alcune persone mi hanno segnalano – aggiunge Mazza – che sono stati mandati a prestare servizio fuori da l comune di appartenenza: si tratterebbe di una prestazione che va fuori rispetto agli accordi firmati a giugno. Ci attiveremo subito per capire questa nuova situazione».
Francesca Suggi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
