Il Tirreno

Pontedera

Da dipendenti a soci della coop, gli autisti perdono 300 euro

di Francesca Suggi
Da dipendenti a soci della coop, gli autisti perdono 300 euro

Scuolabus, l’allarme del sindacato su chi gestisce l’appalto «La società è legata alla Falaschi: problemi con il contratto»

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PONTEDERA. Stipendio e diritti restano ancora un’incognita. L’unica certezza per gli autisti di scuolabus sono i bambini da portare a scuola e accompagnare a casa, tutti i giorni, nei comuni d Bientina, Casciana e Santa Maria a Monte. Per una quindicina di loro, infatti, c’è un dilemma non da poco: con quale tipologia di contratto cominciare a lavorare, a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico?

«A seguito della gara andata deserta che avrebbe dovuto assegnare il servizio scuolabus, bandita dall’Unione, è stata avviata una trattativa privata d’urgenza e nei comuni di Bientina, Casciana e Santa Maria a Monte il servizio è stato affidato alla cooperativa Itaca», a fare la cornice della situazione caotica in cui si trovano tanti autisti è Antonio Mazza, segretario provinciale della Filt-Cgil. È sulla cooperativa Itaca che il sindacalista elenca una lista di perplessità e di retroscena: «La cooperativa sulla carta si configura come specializzata in giardinaggio e trasporto merci e si tratta di una realtà molto vicina all’azienda “Luca Falaschi”, anche diversi soggetti che la dirigono sono i medesimi della società che svolgeva il servizio lo scorso anno e che più di una volta ha avuto problemi di natura finanziaria», spiega e va nei dettagli.

«La cooperativa sta chiamando gli ex dipendenti Falaschi chiedendo loro di diventare soci della cooperativa per poter lavorare: fare questo passo significa vedersi applicare un diverso contratto rispetto a quello di autonoleggio che hanno».

La cooperativa, infatti, fa leva sul “dumping aziendale”, cioè applica un diverso contratto nazionale, il “multiservizi” del settore del commercio. A livello economico per i lavoratori si tratterebbe di un considerevole taglio dello stipendio, da circa mille euro a una paga mensile di 700 euro.

«Questo contratto – ribadisce Mazza – non può essere applicato per i lavoratori degli scuolabus: questo ho detto agli autisti di Bientina che ho incontrato ieri, a quelli di Casciana e di Santa Maria a Monte che mi hanno chiamato, e così ho detto alla dottoressa Mutinelli di Itaca che mi ha chiamato». Dalla Cgil un monito anche ai sindaci dei Comuni che hanno deciso di affidare l’appalto alla coop: «Si tratta di una tipologia di contratto che si applica al trasporto merci, i bambini mica sono sacchi di patate». Senza contare che la coop dovrà “affittare” i bus e lo farà, a detta del sindacalista, proprio da Falaschi.

Il “multiservizi” a detta di Mazza non prevede l’indennità di disoccupazione, in caso di infortunio o malattia i primi tre giorni non sono coperti da indennità e non c’è l’obbligo di mantenere il servizio pubblico in caso di sciopero. «Chiediamo alla cooperativa – chiude – di assumere i lavoratori come dipendenti e non come soci».

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