Il Tirreno

Pontedera

Le opposizioni prendono le distanze

Le opposizioni prendono le distanze

«Seduta che rischia di irrigidire i rapporti istituzionali, a discapito del nostro futuro e dei cittadini»

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VOLTERRA. «Un modo di procedere rozzo e inopportuno». La voce è univoca, anche se arriva da tre diversi gruppi consiliari all’opposizione, ovvero Progetto Originario, Città Aperta e La Sinistra per Volterra. Come già manifestato durante la conferenza dei capigruppo le tre minoranze avrebbero desiderato celebrare il consiglio comunale aperto in presenza dell'assessore regionale Marroni. «Così come fu stabilito e deliberato in luglio sempre nella sede del consiglio comunale», tengono a ribadire. «I nostri tre gruppi hanno prodotto in questi ultimi anni analisi diverse e di conseguenza manifestato orientamenti anche sensibilmente discordanti in materia di politiche sanitarie, ma hanno sempre concordato sulla necessità di tenere ben distinto il piano dei rapporti tra istituzioni da quello delle rivendicazioni», continuano. «L'avviso di momentanea indisponibilità per intervenuti altri impegni e la manifestata volontà di concertare un'altra data da parte di Marroni avrebbero richiesto, a nostro parere, che l'amministrazione procedesse di conseguenza, sia in omaggio a suoi doveri di amministrazione ospitante sia, pragmaticamente, perché trattasi del soggetto più direttamente interessato all'esito del futuro confronto. Avremmo quindi desiderato che venisse fissata assieme all'assessore, nel più breve tempo possibile, una nuova data per il consiglio, lavorando per mantenere aperta la via del dialogo con la Regione».

Si sottolinea l’importanza dell’assessore: « È l'interlocutore politico istituzionale più adatto a chiarire, in un senso o nell'altro, le molte perplessità, i dubbi e le incertezze sorte in molti di noi riguardo al futuro delle strutture socio-sanitarie del nostro territorio. Crediamo che, nell'interesse degli operatori del settore e dei cittadini, fosse dovere di questa amministrazione lavorare alla ricerca di un confronto proficuo con l'interlocutore regionale, in una fase difficile per il Paese, ricercando elementi di garanzia, anche attraverso nuovi accordi, volti a corroborare le prospettive dei servizi socio-sanitari dell'Alta Valdicecina, in particolare del nostro ospedale, che è improprio chiamare "piccolo ospedale", in quanto esso è il fulcro di un'articolata realtà composta da Asl 5, Auxilium Vitae e Inail, con specificità che ne fanno un riferimento di livello regionale». E chiudono: « Anteporre e sovrapporre al necessario confronto con la Regione iniziative di tutt'altro segno rischia di favorire l'irrigidimento dei rapporti istituzionali e conseguentemente di ridurre gli spazi di manovra a disposizione del nostro Comune e della nostra zona. Una volta di più temiamo che le necessità di una campagna elettorale mai accantonata dal sindaco Buselli siano state anteposte agli interessi strategici della nostra zona».

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