Il Tirreno

Pontedera

Sciopero al Ctt Nord per i mezzi inadeguati

Otto ore di stop delle corse il prossimo 11 settembre. Preoccupa la situazione in cui si trovano gli autobus, 54 dei quali fermi per mancanza di manutenzione

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PONTEDERA. E fanno tre. Dopo due scioperi senza risultato e la rottura della trattativa i sindacati del trasporto pubblico sono pronti a incrociare nuovamente le braccia. Otto ore di fermo delle corse l’11 settembre, alla Ctt Nord di Pisa, Livorno e Lucca. A preoccupare è l’emergenza mezzi, anche in vista dell’inizio dell’anno scolastico. I sindacati provinciali contestano «lo stato di assoluta inadeguatezza in termini di sicurezza e d’inefficienza, anche dovuta all’anzianità del parco veicolare (oltre 13 anni di media) della Compagnia Toscana Trasporti Nord Srl».

La misura. Nei giorni scorsi si contavano 54 autobus fermi in attesa di riparazione nel deposito di Pisa. E per le cause sono le più diverse, da “normali” avarie a motori da rifare. «Tutte le mattine da più di un mese è a rischio il servizio», rilevano i rappresentanti dei lavoratori. «E se lo è ora nel mese di agosto, dove il servizio è ridotto e devono uscire solo 53 veicoli, figuriamoci come sarà dal 9 settembre quando la richiesta per il servizio scolastico richiede più di 90 mezzi di varia tipologia». Questo è quanto accade in provincia di Pisa, ma anche nelle altre sedi della Ctt Nord la cosa, secondo il sindacato, si ripete con le stesse proporzioni.

«A Livorno ad oggi si effettuano i servizi con gli autobus in uso per il servizio di scuolabus, il servizio extraurbano in provincia di Livorno viene effettuato con gravi carenze di autobus, in quella di Pisa e sul servizio urbano di Pisa, si saltano corse e la media della carenza dei mezzi oscilla sul 50% del parco veicolare. A Lucca e nella sua provincia la situazione non è dissimile».

Le richieste. «In questa situazione l’immobilismo aziendale è grave e irresponsabile», affermano i sindacati. Che aggiungono: «Non siamo mai stati chiamati per discutere un piano che consentisse la messa in opera di soluzioni che potessero garantire l'efficienza del servizio invernale».

Marcato anche il solco delle responsabilità. «Se ci sono, sono interamente da attribuirsi a chi gestisce le officine, non certamente ai lavoratori del settore, loro più che lavorare non possono fare». E ancora: «Siamo contro il lavoro dato all'esterno o in subappaltato che ad oggi non ha portato grossi risultati e forse ha fatto spendere di più. Infine, ci sono problemi con i fornitori di pezzi di ricambio che consegnano a intermittenza, in base a quando riscuotono le forniture precedenti». Braccia incrociate, quindi, salvo novità, dalle 8.59 alle16.59 di mercoledì 11 settembre, con la garanzia dei servizi indispensabili.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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