Il presidio
Chieste le dimissioni del sindaco
L’opposizione all’attacco sul caso del complesso di via Rospicciano
PONSACCO. Dimissioni del sindaco. Azione di responsabilità nei suoi confronti e dei funzionari coinvolti. Incarico a un avvocato per la costituzione di parte civile del Comune. Sono le richieste contenute nell’interrogazione del gruppo di minoranza Uniti per Ponsacco che da ieri è nelle mani del primo cittadino Alessandro Cicarelli. Il tutto con riferimento al rinvio a giudizio per il sindaco, il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune Alberto Turini e quello del procedimento Antonio D’Auria, in merito al cambio di destinazione d’uso di alcuni locali all’interno del complesso immobiliare di via Rospicciano. Contestato il reato di concorso in abuso d’ufficio in merito alla violazione delle norme urbanistiche e del piano particolareggiato, approvato dal consiglio comunale di Ponsacco nel 1999, che ha dato corpo al complesso.
L’udienza preliminare di fronte al giudice Elsa Iadaresta del Tribunale di Pisa è in agenda per l’1 di ottobre. Ma al di là dei profili penali, oggetto del rinvio a giudizio, a tenere banco è il confronto politico. L’interrogazione per conoscenza è stata spedita anche al Prefetto e al Procuratore della Repubblica di Pisa. Il tutto per una vicenda che da anni alimenta carte bollate e denunce incrociate, al Tar e alla Procura. La querelle è tra privati ma non manca di avere riflessi pubblici, trattandosi di un piano particolareggiato di iniziativa pubblica. All’origine c’è la trasformazione di alcuni locali da commerciale a direzionale, destinati a negozi e non all’attività bancaria. Un passaggio che avrebbe permesso lo sbarco della Banca di credito cooperativo di Fornacette, attraverso la società controllata Sigest Unipersonale al piano terra del complesso di via Rospicciano di proprietà della Futura Immobiliare.
L’interrogazione del gruppo Uniti per Ponsacco ripercorre le fasi salienti dell’intera vicenda con un presupposto: «Non abbiamo nulla di personale nei confronti di nessuno. Il problema è politico-gestionale e perciò la linea che deve prevalere è quella della responsabilità e deve aver di mira gli interessi del Comune e non delle singole persone che al momento sono chiamate a gestirlo». Il gruppo chiede anche di valutare «provvedimenti nei confronti di Sigest».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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