Il presidio
Caccia, il via è come sempre tra le polemiche
PONTEDERA. Domani è il giorno del via alla caccia, con la pre-apertura, nonostante le associazioni ambientaliste e animaliste di Pontedera e della Valdera avessero chiesto alla Provincia di Pisa di...
PONTEDERA. Domani è il giorno del via alla caccia, con la pre-apertura, nonostante le associazioni ambientaliste e animaliste di Pontedera e della Valdera avessero chiesto alla Provincia di Pisa di annullarla.
A loro risponde la Federcaccia pisana con il presidente Marco Salvadori. «La posizione degli ambientalisti – dice – è infarcita di grossolane inesattezze, come quelle a proposito delle norme comunitarie che regolamentano la caccia. Infatti, nei paesi europei le regole e le leggi sulla caccia sono notevolmente più permissive della nostra legge nazionale. Si parla di infrazioni comunitarie e spreco di risorse pubbliche pagate dai cittadini, quando sappiamo bene che i cacciatori per praticare la propria attività nei 4 mesi consentiti pagano tasse di concessione governativa, tassa regionale e contributi per l’organizzazione della caccia che sono veramente le più onerosi in Europa. Siamo, inoltre, la categoria che finanzia la difesa dell’ambiente e con le nostre tasse si copre per intero i danni causati dalla fauna selvatica alle imprese agricole. È poi da ricordare che la Regione Toscana ha consentito un solo giorno di pre-apertura nonostante la legge ne permettesse due».
La Federcaccia rincara la dose: «Le specie cacciabili – aggiunge Salvadori – sono solo tortora selvatica (da non confondere con la tortora domestica), colombo e corvidi più due specie di acquatici, germano reale e alzavola, tutte specie certificate da studi scientifici e considerate in buona salute, fuori dal periodo riproduttivo e quindi adulte a tutti gli effetti. La denuncia degli ambientalisti di uccisione di animali in fase di riproduzione è quindi completamente falsa, anzi, come ricorda nel comunicato stampa della Regione Toscana l’assessore all’agricoltura e alla caccia Gianni Salvadori, questo provvedimento risponde alle esigenze degli agricoltori che lamentano una eccessiva presenza di corvidi e contribuisce al rispetto di importanti equilibri faunistici che spesso vedono in sofferenza le specie stanziali a causa dell’alto numero di corvidi considerati specie antagoniste».
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