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Quando con le udienze si tirava fino a mezzanotte
L’ex funzionario della cancelleria penale Carlo Fusai, in pensione dal 2012 dopo ben 33 anni di servizio, ricorda i tempi di maggiore attività
PONTEDERA. Un punto di riferimento, un presidio di giustizia cancellato secondo la logica dei numeri. Carlo Fusai, ha lavorato fino alla fine del 2012, come funzionario, nella cancelleria penale della sezione distaccata del tribunale. Conosce vita e morte del “tribunalino” dove ha prestato servizio dal 1979 fino a quando è andato in pensione. Di trasformazioni Fusai ne ha viste molte, così come tante volte si è trovato a sentir parlare dell’ipotesi di chiusura degli uffici giudiziari di Pontedera. Questa volta però sembra andare in maniera diversa... «Tante volte hanno provato a chiudere la sezione distaccata – conferma Fusai, che abbiamo raggiunto per telefono – ma gli avvocati e la politica hanno sempre fatto il possibile per evitare la chiusura. Questa volta, almeno stando alle ultime notizie, le cose sembrano andare in modo diverso. Speriamo che alla fine la soppressione della sezione distaccata possa essere evitata. Sarebbe, secondo me, una grave perdita per la città e anche per il suo commercio». Certo è che in questi ultimi anni di situazioni ne sono cambiate. «Sicuramente il periodo di “massimo splendore”, se così di può dire, è stato quando Pontedera – aggiunge – era sede della pretura. Il giudice era anche pubblico ministero. Ci sono stati anni in cui, come cancellieri, abbiamo assistito alle autopsie nei cimiteri. È stato così fino agli anni Ottanta, ricordo autopsie a Cevoli e a Bientina. È stato così fino a quando il giudice Alberto De Palma non ha avuto il trasferimento a Bologna». Gli altri giudici non volevano queste incombenze e poi le procedure sono cambiate, tante funzioni accentrate a Pisa. Pontedera è stata pretura fino al 1989 quando è diventata sezione distaccata della pretura di Pisa. Dieci anni dopo era sezione distaccata del tribunale di Pisa. «Il problema più grosso da risolvere – dice Fusai – è sempre stato quello dei giudici che cambiavano con una grande frequenza. Oltre alla carenza di personale diventata cronica negli ultimi anni. E pensare che gli uffici giudiziari di Pontedera anche quando erano sede di pretura avevano una loro importanza. Arrivavano circa 4mila processi penali all’anno. Ci sono stati periodi in cui le udienze andavano avanti anche fino a mezzanotte... ».
Per la città e la Valdera la data del 13 settembre, se veramente coinciderà con la chiusura del tribunale, sarà il giorno di una sconfitta. «Il tribunale, o meglio, la sezione distaccata, è un punto di riferimento per i cittadini, che ora dovranno andare a Pisa. Una grave perdita anche perché non tutti hanno 30 anni e possono andare dove vogliono». Tanti i problemi anche per i dipendenti della sezione distaccata, abituati a lavorare, anche se a ritmi a volte pesanti, in una dimensione familiare. Si parla anche del trasferimento dell’archivio. «Sono anni che non chiedono documenti storici – osserva Fusai - certo è che l’archivio, che pure contiene materiali interessanti anche dal punto di vista storico, non ha mai avuto la considerazione che merita. I documenti (ci sono sentenze delle vecchie preture di Peccioli o di Lari, per esempio) non erano mai stati ordinati, ora con questo nuovo trasloco chissà cosa succederà».
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