Il Tirreno

Pontedera

Le Piscine, scatta la corsa per accelerare le verifiche

di Giacomo Pelfer

San Miniato: il locale serale chiuso per inquinamento acustico ha consegnato le integrazioni richieste dall’Arpat per poter riaprire in tempi brevi

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SAN MINIATO. È una corsa contro il tempo quella de Le Piscine di San Miniato, per tentare di accelerare al massimo i tempi della verifica Arpat. Nella giornata di ieri, la società ha fatto sapere di aver già provveduto a consegnare in Comune le integrazioni richieste dall’Agenzia. Nel pomeriggio di mercoledì, infatti, dopo l’incontro in municipio nel quale il sindaco aveva assicurato il proprio impegno per sollecitare Arpat, l’Agenzia aveva fatto sapere di aver già esaminato la documentazione prodotta da Le Piscine e di averla giudicata non esauriente. Da qui le integrazioni di ieri, con le quali il locale riconsegna la palla nelle mani di Arpat, con l’obiettivo dichiarato di poter riaprire l’attività serale per il prossimo mercoledì 4 settembre.

A confermarlo sono gli stessi dipendenti de Le Piscine, che si dicono «contenti di aver visto che le nostre istanze sono riuscite a smuovere l’immobilismo della pubblica amministrazione». «Sta tuttavia crescendo in noi – aggiungono – la convinzione che si stia costruendo una sorta campagna di “criminalizzazione” di questa attività, facendola passare come una forma di fortissimo inquinamento acustico, che potrebbe significare la perdita del lavoro di 32 addetti. Occorre fare chiarezza nella pubblica opinione».

I dipendenti citano i rapporti d’ispezione redatti dai tecnici Arpat dopo i controlli del 14 giugno 2012 (quando i limiti erano stati rispettati) e quello del 19 luglio di quest’anno, «in cui si legge che “a causa della presenza di grilli nei pressi della zona in cui era posizionato il microfono in esterno non è stato possibile effettuare la verifica dei livelli assoluti in esterno”, mentre in entrambe le rilevazioni all’interno di una camera del più vicino fabbricato (sia nel 2012 che nel 2013) è stata rilevata una misurazione di circa 44 decibel, che secondo quanto riportato dalle tabelle Ispesl corrisponde a poco più “di una voce sussurrata” e poco meno “di uno scroscio di acqua di un temporale”».

«Di musica non abbiamo mai visto morire nessuno, anzi è ciò che consente di vivere alle nostre 32 famiglie». Sulla questione interviene anche Franco Brogi della Confesercenti, che si schiera con la società e i dipendenti. «Nessuno dice che le regole non vadano rispettate, ma queste devono essere chiare e certe, e soprattutto non ci possono essere ritardi e “incomprensioni”. Le Piscine costituiscono un punto di riferimento per giovani e famiglie. Si tratta di una delle poche imprese di intrattenimento musicale rimaste in piedi negli ultimi anni. Auspichiamo che il sindaco e la giunta risolvano quanto prima questa spinosa questione, mettendo subito in sicurezza impresa e posti di lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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