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Arpat, nuovo protocollo per testare le emissioni
CASTELFRANCO DI SOTTO. «Nei prossimi giorni l’Agenzia si raccorderà con tutti gli enti interessati per definire una specifica procedura tesa ad applicare il dettame del Consiglio di Stato, e in...
CASTELFRANCO DI SOTTO. «Nei prossimi giorni l’Agenzia si raccorderà con tutti gli enti interessati per definire una specifica procedura tesa ad applicare il dettame del Consiglio di Stato, e in particolare a far sì che l’impianto sia costantemente monitorato e che il collaudo sia sospeso nell’ipotesi che si riscontri il verificarsi di emissioni nocive per l'ambiente». Così l’Arpat a seguito della decisione dell’Alta corte di concedere tre mesi di collaudo del pirogasifficatore alla Waste Recycling.
In merito alla scelta di avvalersi dell’Avvocatura regionale nel procedimento Arpat richiama la legge regionale «per la rappresentanza e difesa in giudizio della Regione Toscana e degli enti dipendenti» e sottolinea il proprio ruolo di ente «terzo rispetto alle istituzioni e alle aziende».
In sede di dibattimento Arpat ha sostenuto, tramite i legali dell’Avvocatura regionale, la necessità di due fasi ben distinte e definite temporalmente per la proroga del collaudo. E la richiesta di fissare una data «a partire dalla quale possa avvenire la messa in esercizio e un tempo limite entro cui il gestore possa dichiarare che l’impianto è in grado di marciare a regime». E solo da quel momento potrà avere inizio la seconda fase, «cioè i due mesi in cui il gestore dovrà svolgere con la necessaria accuratezza gli autocontrolli sulle emissioni in atmosfera previsti dall’autorizzazione». Ed è sulla scorta di questa seconda fase che l’Agenzia ritiene «necessario che venga definito» tra Provincia, Arpat e Waste Recycling «un nuovo protocollo relativo alle attività di controllo». Dalla messa in esercizio e la messa a regime, «dovrà comunque essere attivo e perfettamente funzionate il sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni (Sme), sul quale Arpat si riserva di effettuare, così come su qualunque altro aspetto di possibile rilievo ambientale, tutte le attività di controllo che riterrà necessarie».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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