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Festival del pensiero popolare, bilancio ok

Festival del pensiero popolare, bilancio ok

Mancini: «Risultati eccezionali, che ci potrebbero far diventare il luogo del Cammino di San Rocco»

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SAN MINIATO. «Un bilancio straordinario quello della quinta edizione del Festival del pensiero popolare/Palio di San Rocco Pellegrino, tra piazza Buonaparte e piazza Santa Caterina, a San Miniato».

L’ha detto Vittorio Gabbanini, il sindaco, premiando con il San Rocco 2013 (un'opera di Giulio Greco), lo scrittore Carlo Lapucci, che ha ringraziato gli organizzatori e soprattutto don Luciano Marrucci, con cui aveva condiviso alcuni anni d'insegnamento all'istituto magistrale di San Miniato. «La Filarmonica Giuseppe Verdi – ha continuato il sindaco - e il direttore artistico, Andrea Mancini, hanno saputo ridare vita ad un'antica manifestazione popolare, come il Palio di San Rocco, rivitalizzandola e facendola diventare una irrinunciabile risorsa di San Miniato, che in agosto si riempie di gente interessata sia alle manifestazioni culturali che a quelle popolari, come i giochi in piazza, o le serate musicali». In effetti le migliaia di persone che hanno riempito le mostre, i ristoranti, spettacoli e conferenze, da quelli pomeridiani a quelli notturni, hanno confermato il valore di una formula che sposa la grande cultura con la gente comune, con risultati davvero eccezionali. La novità di quest'anno, insieme al Botafumeiro, che dall'anno scorso ha affratellato San Miniato con Santiago di Compostela, è stato il marchingegno scenico alto più di tre metri, realizzato dall'artista Giulio Greco e dedicato a San Rocco Pellegrino, usato in più occasioni e alla fine lasciato all'interno della chiesa dedicata al santo, che si apre su piazza Buonaparte, ad accogliere curiosi e pellegrini. L'enorme San Rocco (forse il più grande che ci sia al mondo) è stato anche protagonista di due performance teatrali, la prima una rappresentazione di teatro di piazza sulla vita del santo, andata in scena per Ferragosto in piazza Buonaparte, mentre la seconda, più lirica e sognata, è stata l'eccezionale chiusura della serata, in un giardino segreto che il foltissimo pubblico ha potuto assaporare alla luce delle candele, dietro alla chiesa di Santo Stefano. «Insomma – dice Andrea Mancini – risultati eccezionali, che ci fanno intravedere un destino importante per la nostra città: quello di diventare uno dei luoghi, se non addirittura “il luogo” del Cammino di San Rocco, che a metà del '300 ha attraversato le nostre strade, forse si è fermato a parlare con gli abitanti di San Miniato. Per questo – continua Mancini – bisogna ricostruirne il Cammino, che è diverso da quello degli altri, santi o pellegrini che siano. Ma dobbiamo anche valorizzarne i simboli, il Botafumeiro, che può ancora crescere quanto a spettacolarità».

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