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E l’archivio storico finirà in un capannone dei parà
PONTEDERA. Se non ci sarà in extremis un ribaltamento della situazione l’ultimo processo penale celebrato a Pontedera resterà quello contro un albanese che era accusato di guida in stato di ebbrezza...
PONTEDERA. Se non ci sarà in extremis un ribaltamento della situazione l’ultimo processo penale celebrato a Pontedera resterà quello contro un albanese che era accusato di guida in stato di ebbrezza scoperta dopo che aveva provocato un incidente stradale e per avere utilizzato un tagliando assicurativo falso. Il primo reato che gli è stato contestato è andato in prescrizione: può succedere con una giustizia che non funziona. Per l’altra accusa il giudice Angelo Perrone lo ha condannato a 9 mesi e 400 euro di multa. Pm onorario Giovanni Pepe, assistente Manuela Tonarelli.
Un giorno questo fascicolo si aggiungerà a quelli molto più datati che da Pontedera verranno trasferiti nel capannone dei paracadutisti a Pisa. «L’archivio degli uffici giudiziari di Pontedera – spiega il presidente del tribunale Salvatore Laganà – è immenso. Ci sono fascicoli e sentenze che risalgono anche al 1830. Documenti storici che dovrebbero trovare una collocazione all’archivio storico che invece non ha gli spazi per accoglierli». E pensare che si tratta di un materiale di grandissimo interesse storico, atti che raccontano il passato di una buona parte della provincia. Evidentemente mai valorizzati nel tempo e presi nella giusta considerazione. Tra tanti fogli anche vecchio materiale elettorale che prenderà la via della distruzione. La mannaia dei tagli cancella la sezione distaccata non per una questione di “meriti”. Si tratta infatti di una delle realtà con maggiori carichi di lavoro. È un cavillo ad uccidere le speranze. Pontedera non ha - si sapeva fin dall’inizio di questa brutta storia - i requisiti tecnici richiesti per poter chiedere di rinviare la chiusura. Il Comune ha effettuato importanti lavori di manutenzione all'edificio di piazza Curtatone e Montanara ma non li ha pagati con un mutuo della Cassa depositi e prestiti. Invece questa era una condizione indispensabile perché il Ministero cancellasse la chiusura.
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