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«Con questo impiego faccio sopravvivere i miei due figli»
SAN MINIATO. «Siamo venuti qui per capire dal sindaco quale sarà il nostro futuro». Antonella Cantini è arrivata ieri mattina in Comune con la figlia al seguito. «Sono una ragazza-madre – racconta...
SAN MINIATO. «Siamo venuti qui per capire dal sindaco quale sarà il nostro futuro».
Antonella Cantini è arrivata ieri mattina in Comune con la figlia al seguito.
«Sono una ragazza-madre – racconta – e con questo lavoro riesco a far sopravvivere i miei due figli e a pagare il mutuo della casa».
Impiegata a Le Piscine di San Miniato dallo scorso giugno, come barista, è una dei 32 dipendenti a cui i gestori starebbero per consegnare le lettere di licenziamento, a meno che i dirigenti e i tecnici dell’Arpat non diano il via libera alla revoca dell’ordinanza firmata dal sindaco.
«In tutto Le Piscine danno lavoro a circa 50 persone – racconta – ma è soprattutto l’attività serale a reggere quella diurna».
«Siamo tutti assunti regolarmente – aggiunge Vania Pruneti – ma la maggior parte di noi lavora a Le Piscine solo da questa stagione. Non abbiamo maturato alcun diritto: da domani in pratica saremo tutti a piedi».
Nessuna recriminazione nei confronti della società: «Anzi – prosegue – i gestori ci hanno aiutato fin quando hanno potuto, ma dopo tre settimane senza lavoro la situazione non è più sostenibile».
In tanti se la prendono con la sospensione immediata richiesta da Arpat e Asl, e quindi disposta dal Comune attraverso l’ordinanza del 13 agosto scorso.
«Si tratta della prima infrazione – dice Filippo Lumia – si potevano trovare altre forme e strumenti per richiedere una revisione dell’impianto acustico.
Bastava un piccolo correttivo: del resto, la stessa relazione dell’Arpat dice che i grilli facevano più rumore della musica.
È inutile che si parli di incentivare il lavoro, quando poi si rischia di andare tutti a casa per la lentezza di un ente pubblico.
Questa società – conclude Lumia – è fatta di persone serie, che stanno dando lavoro a tantissime persone, soprattutto giovani».
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