Il presidio
Compost, raddoppierà la capacità di trattamento
PONTEDERA. All’operazione-organico è legata una buona parte del piano industriale di Geofor. Un progetto atteso, che aumenterà la capacità di trattamento dalle attuali 21mila tonnellate all’anno a...
PONTEDERA. All’operazione-organico è legata una buona parte del piano industriale di Geofor. Un progetto atteso, che aumenterà la capacità di trattamento dalle attuali 21mila tonnellate all’anno a 44mila.
L’ampliamento di capacità consentirà di far fronte al gap che vede rispetto alle 30mila tonnellate di rifiuti organici raccolte ogni anno sostenere il costo per le 9mila tonnellate che non possono essere trattate e che finiscono per essere inviate a impianti esterni. Una spesa destinata a sparire così come le maleodoranze che da anni infestano Pontedera e zone limitrofe, a seconda di come gira il vento.
La nuova tecnologia per il compostaggio prevede un ambiente di 14mila metri quadrati completamente chiuso verso l’esterno. Un maxi locale in cui agiranno i batteri che provvederanno al trattamento della parte organica dei rifiuti.
Alla fine del processo di trattamento residuerà un 10% di scarto solido che sarà miscelato con gli sfalci e il verde raccolto da Geofor e, dopo un ulteriore trattamento, trasformato in ammendante per lavorazioni agricole.
Dai processi di idrolisi, acetogenesi e metanogenesi, attivati da tre tipologie di batteri, verrà prodotto biogas, che fatto defluire in appositi motori sprigionerà energia per 11,5 milioni di kilowatt orari. E ciò permetterà di abbattere i costi. Nel dettaglio, 2,2 milioni di kwh saranno utilizzati dall’impianto mentre l’energia in eccesso verrà immessa nella rete garantendo i ricavi legati agli incentivi per le energie rinnovabili.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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