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Rapinatori in trasferta presi dopo la fuga sui tetti
Due notti prima dell’aggressione alla disabile avevano esploso un colpo di pistola per portare via i soldi e la macchina a un ventenne fermo a un distributore
PONSACCO. Il terrore per un ventenne di Ponsacco inizia quando unamacchina di colore scuro arriva nell’area di servizio Ip, in via Valdera C, mentre il giovane sta facendo rifornimento. Armi in pugno e passamontagna calzati, cinque rapinatori, uno dei quali armato di pistola, lo aggrediscono per portargli via la macchina, il cellulare Iphone, soldi e documenti. Prima di andarsene non esitano a esplodere un colpo di pistola lasciando sulla strada spaventato il ventenne. Quell’aggressione è solo l’inizio della breve vacanza o trasferta in Valdera di una banda di rapinatori, originari della provincia di Brindisi, ora arrestati dai carabinieri che li tenevano sotto controllo dopo che avevano localizzato l’Iphone portato via al ventenne. Le indagini ben presto portano i militari sulle tracce dell’Alfa Romeo usata per la rapina al distributore e segnalata anche a Fornacette durante la rapina con aggressione alla disabile strattonata e gettata per terra nel tentativo di rubarle la borsa poi recuperata grazie all’intervento di due guardie giurate del Corpo Guardie di città. Dopo il grave episodio ai danni della disabile i militari decidono di stringere le maglie dei controlli. Le perquisizioni dell’auto e dell’appartamento di via Mazzini a Ponsacco, base dei rapinatori, confermano tutti i sospetti. I rapinatori sanno di essere nei guai, due di loro tentano pure la fuga sui tetti nel disperato quanto inutile tentativo di evitare il carcere. In manette finiscono cinque amici della provincia di Brindisi, di Torre Santa Susanna, tutti più o meno già incappati in problemi con la giustizia e senza un vero lavoro. Sono Manuel Camarda, 27 anni, l’unico nato a Pontedera e quindi con conoscenze in Valdera; Antonio Delle Grottaglie, 18 anni da poco tempo: Nicola Totaro, 30 anni, già ricercato dallo scorso 19 agosto quando era scomparso da casa (la madre aveva attivato le forze dell’ordine pensando al peggio) pur essendo stato affidato in prova ai servizi sociali per scontare un residuo di pena di tre anni sui sette che gli erano stati comminati dal tribunale di Brindisi per una tentata rapina in una tabaccheria sventata dagli stessi titolari che riuscirono a metterlo in fuga. Arrestati anche i fratelli Andrea Russo, 21 anni, e Damiano Russo, 30 anni. All’interno dell’appartamento di Ponsacco avevano una pistola semiautomatica, calibro 9 corto, marca PuiKal, di fabbricazione russa, priva di matricola con caricatore con 7 colpi. Sequestrati anche 24 proiettili dello stesso calibro, nascosti in un cuscino del divano nel soggiorno; tre passamontagna , un cappellino di lana di colore nero “piazzati” in una credenza; una pistola a gas, marca “Gamo”, di fabbricazione spagnola, nascosta in un armadio della camera; un paio di guanti in lattice incartato in una busta della pattumiera; un pugnale da sub, della lunghezza di cm 29,5, di cui cm 16,5 di lama, trovato sotto un materasso. Sull’Alfa Romeo 166 intestata a Damiano Russo c’erano un coltello a serramanico, della lunghezza complessiva di cm 18,5, di cui cm 8 di lama; un silenziatore per pistola, di fabbricazione artigianale, privo di contrassegni identificativi. I cinque sono stati arrestati per detenzione di arma clandestina. Sono accusati anche della rapina ai danni del ventenne e due di loro, dei quali non è stato fornito il nome, sono stati riconosciuti anche come autori dell’aggressione alla disabile «Con questo risultato si è posto un freno alla pericolosità di questa banda che avrebbe potuto compiere altri reati dello stesso genere, anche alla luce di episodi criminosi avvenuti nella limitrofa provincia di Lucca, soprattutto sul versante costiero», hanno spiegato i carabinieri.
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