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Pirogassificatore, in aula si decide sul collaudo

di Nilo Di Modica
Pirogassificatore, in aula si decide sul collaudo

Castelfranco di Sotto, i dubbi dell’Unione Inquilini sulla linea di Arpat Il Consiglio di Stato si pronuncia sulla proroga chiesta dalla Waste Recycling

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CASTELFRANCO DI SOTTO. Giorno di udienza per il pirogassificatore. I giudici dell’Alta Corte oggi dovranno pronunciarsi sulla richiesta di Waste Recycling per una proroga del collaudo, concesso il 26 febbraio per un tempo massimo di sei mesi e stoppato solo all’inizio di luglio. L’istanza è arrivata sul tavolo del Consiglio di Stato alla vigilia dell'ultimo appuntamento di fronte ai giudici, lo scorso 12 luglio, poi rimandato ad oggi per lo sciopero degli avvocati. Tra le ragioni i tempi troppo stretti per effettuare il collaudo delle strutture, anche per la necessaria sostituzione di alcuni componenti dell’impianto.

Tempi legati al prolungarsi della vertenza legale, per cui i lavori di montaggio e di collaudo, considerati da Waste Recycling come parte integrante della messa a punto dell'impianto avevano subito un arresto che alla lunga avrebbe portato al deterioramento di alcuni componenti. “Un certo numero di piccoli ma essenziali componenti elettronici e meccanici per i quali si è resa necessaria la sostituzione o la nuova taratura – si legge nella richiesta dell'azienda – tenuto conto che l'esposizione inerte e a freddo della macchina agli agenti atmosferici ha inciso, in maniera imprevedibile, sulle componenti più sensibili”. Parole che la controparte legale del procedimento, composta dai tre ricorrenti, Comune di Castelfranco di Sotto, del Comitato antinquinamento e di Rifondazione comunista, e da vari movimenti e partiti, ha invece letto come una prova del malfunzionamento dell’impianto.

Intanto l’Unione inquilini punta il dito contro l’Arpat, accusata di non aver preso ancora una decisione chiara sulla richiesta di allungamento del periodo di collaudo. «Non sappiamo se Arpat si esprimerà, giudizialmente parlando, in maniera favorevole o contraria alla proroga – afferma il sindacato degli inquilini –. Fa un po’ sorridere la risposta del 20 agosto in cui affermava che a sette giorni dall’udienza l’Arpat non aveva ancora preso decisioni sulla posizione da tenere e che si sarebbe sentita l’Avvocatura regionale per decidere. Oltre a non sapere il dà farsi a sette giorni di distanza dall’udienza, fa riflettere ancora di più il fatto che ci si sia rivolti all’Avvocatura per prendere una simile decisione». E aggiunge: «Infatti, come più volte rilevato l’avvocatura difende già la Regione, di cui conosciamo benissimo la posizione sul pirogassificatore. Detto tutto ciò riteniamo veramente d’obbligo un chiarimento». Polemiche che solo il Consiglio di Stato potrà estinguere o alimentare, con decisioni che saranno rese pubbliche probabilmente già domani sera. La sentenza definitiva, invece, è attesa a fine gennaio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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