Il presidio
Danni per quasi due milioni nel rogo
Da accertare le cause dell’incendio che ha distrutto la Cim Rattan nella zona industriale della Tura nella notte
BUTI. Una notte di lavoro dei vigili del fuoco, intervenuti con più squadre, non è stata sufficiente a spegnere il rogo che ha devastato con capannone di circa mille metri quadrati nella zona industriale di Cascine di Buti, in località La Tura. Anche ieri più squadre di pompieri si sono alternate per completare la bonifica e cercare di mettere in sicurezza l’edificio la cui copertura si è in gran parte collassata durante il passaggio del fuoco. I danni all’interno dell’azienda di proprietà della società C.I.M. Rattan di Enzo Pioli e soci, una realtà a conduzione familiare, sono ingenti. Si avvicinano ai due milioni di euro anche se una stima più esatta i proprietari potranno farla soltanto nei prossimi giorni dopo l’intervento dei periti che dovranno accertare le cause - la distruzione è così diffusa che non sarà un compito facile,
A dare l’allarme, l’altra sera, sono stati alcuni automobilisti di passaggio. Ormai però la situazione non era facile da controllare e il capannone di via Spagna era praticamente circondato dal fuoco.
Inizialmente sembrava che il rogo fosse partito da una tettoia esterna e questo aveva fatto pensare all’ipotesi delle fiamme dolose. Con il passare delle ore questa certezza è venuta meno. Non si può escludere che il fuoco sia partito all’interno da una zona abbastanza lontana dagli uffici che sono l’unica parte del capannone che si è salvata in parte dalla distruzione. Da qui, ieri mattina, i proprietari, con lo stato d’animo di chi ha visto andare in cenere anni di sacrifici, hanno tentato di salvare documenti e parte di arredi che non erano stati anneriti o distrutti dal calore.
Tra i primi ad arrivare anche il proprietario Enzo Pioli, rimasto con i vigili del fuoco per tutta la notte. Il capannone era adibito a deposito di prodotti per impagliature di sedie: la C.I.M. è infatti un’azienda specializzata nell’importazione e nella distribuzione di canne di bambù e di materiali per l’impagliatura delle sedie. Tutte materie prime che si incendiano facilmente e che si spengono con grande difficoltà. Tant’è che anche ieri mattina si sono creati nuovi focolai.
Una notte di lavoro dunque per i vigili del fuoco di Cascina, Pisa, Castelfranco di Sotto e per i pompieri volontari di Lari e Ponsacco.
In tutto sull’emergenza di Cascine sono stati impiegati , durante la notte, 17 uomini e 8 mezzi che si sono alternati cercando di fermare le fiamme il prima possibile. Sul posto anche i carabinieri di Buti che, partendo dalla relazione dei vigili del fuoco, si occuperanno delle indagini. Ai militari il proprietario ha ripetuto di non avere particolari problemi di lavoro e neppure economici. L’azienda era chiusa per il periodo delle ferie. Il capannone è di costruzione abbastanza recente. «Non so spiegarmi cosa possa essere successo», ha detto Pioli ai carabinieri.
Nel rogo sono andati distrutti, oltre ai materiali per la lavorazione delle sedie, anche macchinari, un camion e due muletti.
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