Il Tirreno

Pontedera

Salma bloccata all’obitorio per la lite sulla sepoltura

di Sabrina Chiellini
Salma bloccata all’obitorio per la lite sulla sepoltura

Dopo la morte fu vegliata per due giorni dalla figlia down. Il fratello di quest’ultima ha chiesto che venga tumulata insieme al padre, ma il sindaco non è d’accordo

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CASCINA. È trascorsa una settimana da quando Maria Teresa Coturri, 79 anni di Cascina, è stata trovata morta nella casa dove abita il figlio, il consigliere comunale Alberto Rocchi, a Viareggio. Per due giorni era stata vegliata dalla figlia down che non ha potuto chiedere aiuto. Anche se non ci sono ostacoli da parte dell’autorità giudiziaria, la salma della donna è rimasta all’abitorio. Parenti e amici si chiedono le ragioni di questo ritardo. Tra il figlio e il Comune di Cascina è in corso un confronto - evidentemente senza una soluzione che accontenti Rocchi - sul luogo della sepoltura. L’ennesimo braccio di ferro, viene da pensare a chi conosce le diatribe sulle attività di Rocchi nell’ansa dell’Arno, anche se questa volta in ballo ci sono gli affetti e c’è una salma che resta in attesa di una degna sepoltura. Il sindaco di Cascina, Alessio Antonelli, invoca il rispetto delle regole «uguali per tutti – dice –, anche per un consigliere comunale».

Una vicenda incresciosa e che lo diventa sempre di più ogni giorno che passa. E ieri Alberto Rocchi ha scritto un lungo messaggio su Facebook in cui racconta i retroscena del mancato funerale e chiama in ballo l’amministrazione comunale. «Volevo scusarmi con tutti i parenti e gli amici che mi chiedono perché non è ancora stato fatto il funerale a mia mamma. Il fatto è che lei aveva da tempo espresso il desiderio, all'avverarsi della morte, di avere come ultima dimora la tomba già di mio padre. Nel 2005 acquistai una concessione al cimitero di Musigliano per mio padre. Mi dissero che tale concessione poteva essere ampliata quando si sarebbe verificato il lutto anche per mia madre». Strada facendo le regole devono essere cambiate. «Oggi mi dicono che non è più possibile. Sto cercando di contattare il sindaco di Cascina per chiedergli di aiutarmi a rispettare l'ultima volontà di mia madre. Non credo di chiedere molto. Ho fatto tanto per questa comunità. Sono consigliere dal 1990. Mia sorella voglio che abbia una tomba dove pregare mia madre e mio padre e non un loculo al quarto piano dove non è possibile nemmeno baciare la lapide. Mi chiedo perché devono esistere questo tipo di problemi. Mia madre è sempre nel frigorifero all'obitorio di Viareggio, oggi (ieri per chi legge, ndr) sono 8 giorni che è mancata. Io sto molto male. Oltre a tutti i rimorsi per la difficile vita che gli ho fatto fare con tutte le mie vicissitudini degli ultimi anni adesso mi sento un imbecille perché non riesco nemmeno a metterla in una tomba insieme a mio padre. Non ho mai chiesto nulla a nessuno, sono un tipo scorbutico e orgoglioso ma adesso vi prego, chi può fare qualcosa mi aiuti ad esaudire l'ultimo desiderio di mia madre, a me basta una tomba con mio padre, in qualsiasi cimitero vicino casa mia in modo che io possa agevolmente andare con mia sorella a pregare». Poi l’appello disperato: «Aiutatemi per favore, io non ce la faccio più a fare battaglie inutili».

Il sindaco dà un versione diversa dei fatti. Le due salme non potranno andare insieme per ragioni che sono state spiegate a Rocchi e a meno che non acquisti due spazi vicini. «Una soluzione è stata trovata – dice – nel rispetto delle regole. La mamma potrà essere sepolta in un loculo a terra nello stesso cimitero dove si trova il marito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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