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Vendemmia perfetta come ai vecchi tempi poi pane e prosciutto
I signori dei vino della provincia di Pisa sorridono «Finalmente si torna a raccogliere a settembre e ottobre»
PONTEDERA. Con i bianchi, Chardonnay in primis, si torna a raccogliere l’uva a settembre. A mano: levataccia alle sei, poi tutti chini sui vigneti e quando il sole comincia a picchiare si rientra. «Finalmente si torna alla vendemmia di una volta, quella tradizionale, senza doverla anticipare come negli ultimi due anni: abbiamo avuto temperature miti, niente siccità e notti fresche, un mix perfetto», l’ottimismo è massimo tra i vigneti della società agricola Usiglian del Vescovo, in quel di Palaia, con i suoi 10 secoli di storia. Dalla Valdera al Valdarno fino a toccare le colline dell’Alta Valdicecina i signori del vino sorridono.
Non salirà sopra un tino a pestare l’uva con i piedi, stile Adriano Celentano nel Bisbetico Domato, ma ci sarà Piergiorgio Castellani al timone dell’omonima azienda che dal 1903 fa vino sulle colline pisane, tra Pontedera, Crespina e Terricciola e lo esporta nel mondo. Il 2 settembre si comincia con le uve bianche della tenuta di Ceppaiano, a seguire con l’uva Syrah di Poggio al Casone, fino ad arrivare a raccogliere le uve Sangiovese e Grand Noir. «Giorni asciutti e notti fresche, una combinazione che porterà una grande concentrazione di aromi e sapori», commenta l’imprenditore.
Pure Francesco Lomi, l’agronomo della società agricola Usiglian del Vescovo è entusiasta e guarda ai “suoi” venti ettari di vigneti con grandi aspettative. «Avremo una maturazione perfetta delle uve, che combinata ai nostri terreni sabbiosi pieni di fossili marini, ci daranno dei vini minerali e profumati ottimi». La bandiera di Usiglian del Vescovo è il Cina, un vino a base di Syrah che esportano dagli Usa a Hong Kong fino al Regno Unito, dedicato a Giovanni Cinardi, un dirigente dell’azienda che aveva creduto nel progetto, morto nel 2008.
Buoni auspici arrivano pure dalle colline di San Miniato, dove dal 1600 l’azienda Cosimo Maria Masini coltiva viti e olivi, con la passione biodinamica nel cuore e nelle tecniche. «Gli anni passati abbiamo risentito del clima e le produzioni, soprattutto, sono state più scarse e la vendemmia anticipata, quest’anno torniamo alla tradizione», dicono dalla tenuta dove si coltivano vitigni autoctoni, sia a bacca rossa che bianca, Sangiovese, Canaiolo, Ceragiolo, Buonamico e Trebbiano, ai quali si affiancano i vitigni internazionali Cabernet, Chardonnay e Sauvignon. E addirittura nel regno verde di Genuino Del Duca, deus ex machina dell’agriturismo Podere Marcampo di Volterra, si comincerà a vendemmiare non prima del 20 settembre, fino a sfociare per alcune uve anche a ottobre. Come una volta. «Per noi la vendemmia è sempre una festa, dove prima di raccogliere si fa una grande colazione tutti insieme con prodotti dell’azienda, tra cui fichi, formaggio, noci, pere, prosciutto e tanto pane». Nata nel 2005, l’azienda fa la sua prima vendemmia nel 2007: faro del podere è il vino Giusto alle Balze, un merlot in purezza esportato fino a Hong Kong. Questa linfa di Bacco nel 2012 ha vinto il 1° Premio nella categoria "I Pisani Più Schietti”.
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