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Multati dai varchi, adesso la protesta diventa organizzata
Anche fino a 20 sanzioni a testa, delegazione dal sindaco «In attesa di risposte, poca informazione: così è una tassa»
VOLTERRA. Tra lei e il padre fanno 20 multe.Per un totale di quasi 2mila euro. Ilaria abita a Volterra ma vive fuori: entra ed esce dal centro storico dove risiede e ogni volta la contravvenzione è doppia. Il padre ultraottantenne usa l'auto per andare al cimitero, tutti i giorni. Anche per lui i varchi elettronici sono letali, all'andata e al ritorno. Due in un una. Decine e decine di volterrani sono nella stessa situazione, con fiumi di multe che arrivano a casa che rischiano di decurtare stipendi e creare disagi al budget di famiglia.
«I nostri amministratori si sono chiesti se non ci fossero stati deficit comunicativi, prima di introdurre le telecamere? Si sono chiesti se i cittadini di Volterra sono così stupidi da voler prendere multe a ripetizione, o se qualcosa da parte dell'amministrazione è mancato?».
All'inizio di agosto una piccola delegazione di multati viene ricevuta, su appuntamento, dal sindaco del Colle, Marco Buselli, per confrontarsi sul fenomeno di verbali a caduta libera. «Ci ha detto di essere colpito, che non sapeva di tutte le multe che stavano arrivando, che avrebbe chiamato il comandante dei vigili per cercare una soluzione: stiamo ancora spettando una risposta, anche se sappiamo che i primi proventi delle multe sono già stati messi a bilancio», racconta Ilaria Bertini. Così il popolo dei multati, quei residenti del centro un poco più coraggiosi, stanno organizzando un'azione concertata, dimostrativa. E chiedono a chi si sente vessato dal Comune di unirsi: »Chiamate Ilaria al 328-6342268, oppure Silvia allo 0588-87885», dicono.
Ilaria ammette di essersi dimenticata di rinnovare il permesso di circolare nella ztl. «Siamo disposti a pagare l'infrazione del mancato rinnovo, senza problemi: anche questo, non avviene per dolo – e va nel dettaglio – il rinnovo del permesso di circolare nella ztl ha fin dall'inizio seguito ritmi irregolari, ricordo di aver rinnovato il mio permesso a volte ogni 2 anni, a volte ogni 4, ma le amministrazioni precedenti mandavano a casa gli avvisi. Fino allo scorso anno, comunque, il rinnovo del permesso non è stato una consuetudine annuale, quindi è facile che qualcuno non abbia ben capito la nuova situazione o lo abbia dimenticato». E qui ancora si punta il dito contro una non adeguata informazione rispetto alla rivoluzione delle telecamere di accesso al centro, da parte dell’amministrazione. «Questo aspetto avrebbe dovuto essere preso in considerazione dall'amministrazione al momento in cui entravano in funzione le telecamere: sarebbe bastata una lettera alle circa 1.300 persone che avrebbero dovuto rinnovare il permesso, pagando 20 euro al Comune». Così non è stato: ecco che dal 15 luglio la vita scorre come sempre per tanti cittadini del centro. Entrano ed escono dal cuore della città. Dopo una settimana la prima raccomandata avverte delle multe prese, quasi sempre doppie. Da quel momento scatta la quotidiana attesa ansiogena di nuove raccomandate: ci sono persone arrivate a 20 multe. Da 93 euro l'una. «Il comportamento dei Comuni virtuosi ha in sé i principi dell’educare: a Bologna in previsione dell’attivazione dei varchi elettronici i cittadini sono stati avvisati con lettera a casa, con manifesti affissi per la città, con vigili e cartelli alle porte di accesso e nonostante questo si è ritenuto necessario che le prime multe avessero un importo ridotto e anche Pomarance è un esempio di Comune virtuoso, sia con l’entrata in vigore della raccolta porta a porta e le informazioni date ai residenti, sia con il passaggio di un parcheggio libero a disco orario in centro». E chiude: «L'assurda presunzione di fare le cose con il cuore, rende impossibile ammettere di averle invece fatte con i piedi».
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