Il presidio
La chitarra elettrica per l’ultimo viaggio
La disperazione della compagna Valeria al funerale del quarantenne morto in moto il giorno del compleanno
CASTELFRANCO DI SOTTO. La chitarra elettrica, compagna di tante serate, ha seguito Roberto anche nell’ultimo viaggio. I familiari e gli amici della band di Roberto Cavallini, 40 anni, morto in moto il giorno del suo compleanno in un incidente a Navacchio, l’hanno voluta, insieme ad una fotografia in cui Roberto ha un sorriso radioso, al centro della chiesa di San Lorenzo Martire a Orentano, vicino all’altare e alla bara coperta di rose gialle e gerbere bianche. Grande la disperazione dei genitori e della compagna Valeria, con la quale Roberto aveva condiviso 16 anni di vita. Ed è proprio Valeria, prima del rito funebre, a prendere la parola guardando negli occhi chi ha voluto essere presente al funerale di Roberto. Valeria, compagna di vita. E lei, sconvolta dal dolore, lo ha ricordato. Lei e Roberto erano una coppia di fatto, convivevano. E negli ultimi mesi, come può capitare a chi condivide un lungo percorso insieme, avevano vissuto momenti di crisi. Stavano per superarli. «Il giorno del suo compleanno, quando ci siamo salutati – ha proseguito la compagna della vittima – mi ha detto. “Il regalo più bello che mi puoi fare è quello di stare ancora insieme”». Poi quel maledetto incidente con la moto, lungo via Fosso Vecchio, che ha stravolto tutto. Un’auto che taglia la strada a Roberto e lo uccide. Il resto è solo dolore e disperazione, come ricorda Valeria, le cui parole sono state accolte da un lunghissimo applauso, pensando che anche se non era sposata con Roberto lei di fatto è una vedova. «Quello che non mi riconosce un tribunale – ha aggiunto – nessuno può negarmelo: sedici anni di amore trascorsi insieme». Tante le parole da lei rivolte a Roberto per ricordarne i lati positivi del carattere, la sua determinazione. Dopo avere lasciato gli studi - e anche questo li aveva poi visti affrontare situazioni difficili - Roberto aveva deciso di riprendere a studiare. Si era diplomato - aveva lasciato il lavoro a 28 anni per frequentare le scuole serali - e si era laureato in ingegneria impegnandosi al massimo per mandare avanti le cose al meglio. Sicuramente una scelta che non tutti riescono a portare avanti ma lui era sicuro di avere fatto la scelta giusta. Il parroco, don Sergio Occhipinti, ha poi ringraziato a nome dei genitori, Manuela e Modesto, il paese e quanti sono stati vicini alla famiglia nel lutto. Roberto, che molti hanno visto crescere a Orentano, ora abitava a Pisa insieme alla compagna. Alla fine della cerimonia per Roberto le note rock che lui preferiva. La musica a tutto volume arrivava dallo stereo della macchina di due amiche in lacrime che hanno voluto salutarlo così. Con il pensiero rivolto alle serate trascorse insieme con la band che in seguito, come ha detto il parroco, potrà suonare in concerto in memoria dell’amico scomparso all’improvviso in una giornata che per lui doveva essere di festa. «Voglio immaginarti con la tua chitarra, compagna inseparabile, mentre fai il tuo ultimo assolo prima di partire per un tour bellissimo lasciandoci tutti qua e deliziandoci con la tua melodia sempre intrisa di quella tua Passione per la tua musica..», lo saluta un amico lasciando un ricordo che Roberto non potrà leggere, come lo è stato per molti auguri di compleanno, sulla sua bacheca Facebook.
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