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Diocesi in festa per il patrono San Genesio

Diocesi in festa per il patrono San Genesio

Due le celebrazioni. I sacerdoti don Meini e don Brotini ammessi tra i canonici della Cattedrale

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SAN MINIATO. Diocesi di San Miniato in festa per il patrono San Genesio martire. Una ricorrenza che segna la ripresa delle attività pastorali, dopo la breve pausa estiva, con una doppia celebrazione.

Questo pomeriggio, a partire dalle 17.30 il vescovo Fausto Tardelli presiederà in Cattedrale i vespri solenni e nell’occasione don Bruno Meini (nella prima foto a destra), direttore dell’Ufficio diocesano per i Beni culturali, e don Mario Brotini (nella seconda foto a destra), vicario episcopale per l’amministrazione degli enti ecclesiastici, l’edilizia di culto e i legati pii, saranno immessi tra i canonici della Cattedrale, l'antichissima istituzione diocesana.

La serata proseguirà con la tradizionale messa all’aperto in località di Vico Wallari, alle 21.30, sempre presieduta dal vescovo Tardelli. La messa di San Genesio riveste una particolare importanza per la diocesi, soprattutto perché viene celebrata in uno dei luoghi sacri più antichi della chiesa di San Miniato, che va ad incrociare un'altra storia secolare: quella dei pellegrini della via Francigena, che attraversavano il borgo di San Genesio e San Miniato, per proseguire verso Capo di Vacca, per incamminarsi, seguendo la sacra via, verso Siena e poi verso Roma.

Un crocevia della fede che si colloca in un luogo suggestivo, la cui storia si perde nei secoli, e che oggi la diocesi vuole ricordare come importante segno di fede e devozione popolare. In epoca alto medievale il luogo ebbe nome vicus Wallari (o vicus Uualari), toponimo di probabile origine longobarda. Solo successivamente prese il nome di Borgo San Genesio. Mentre la costruzione della chiesa antica risale all’inizio dell’VIII secolo. La sua presenza è attestata in un documento del 715 che riferisce di un incontro ad ecclesie Sancti Genesii dei vescovi di Fiesole, Pisa, Firenze e Lucca, insieme con il notaio Gunteram, inviato del re Liutprando.

La collocazione lungo la via Francigena del borgo contribuì alla sua crescita. Giovanni Villani riferisce che il borgo di San Genesio (San Giniegio) venne abbandonato dai suoi abitanti nel 1200, per trasferirsi nell’attuale San Miniato e che venne definitivamente distrutto nel 1248. In memoria della discendenza dall’antica pieve la cattedrale di San Miniato fu consacrata nel 1622 a San Genesio, mentre nel borgo rimase solo una piccola cappella.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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