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Pontedera

“Mister Fonè” in mostra dal 30 al Museo Piaggio

“Mister Fonè” in mostra dal 30 al Museo Piaggio

PONTEDERA. «Contrariamente a quanto possa sembrare, registrare l'esecuzione di un duo formato da un violino e un pianoforte è difficilissimo», ci raccontava anni fa Salvatore Accardo, ai tempi delle...

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PONTEDERA. «Contrariamente a quanto possa sembrare, registrare l'esecuzione di un duo formato da un violino e un pianoforte è difficilissimo», ci raccontava anni fa Salvatore Accardo, ai tempi delle incisioni (al fianco di un altro nostro grande interprete, Bruno Canino) delle lussureggianti Sonate che Brahms compose per quell'organico dalla leggerezza di trina. «Eppure con Giulio Cesare è tutto facile: ti porta in uno dei suoi luoghi magici, piazza due microfoni nei punti giusti e ecco, il gioco è fatto. Adoro il suo modo di lavorare».

Giulio Cesare Ricci, l'uomo che creò la “Fonè”, aurea etichetta discografica che da trent'anni “propone incisioni realizzate all'insegna della ricercatezza tecnologica e miranti al recupero delle atmosfere musicali originali”, sarà protagonista di una mostra al Museo Piaggio. Un'eccellenza italiana: fin dal 1983, le fini orecchie dei più incontentabili amanti di classica e jazz s'inebriano coi suoi dischi.

Giulio Cesare Ricci, il “Signoricci”, come lo chiamano gli amici, ha imparato come aggirare gli incalcolabili, inestricabili impasse che l'arte del registrare voci umane e strumentali mette di fronte a chiunque voglia inseguire la chimera della “riproduzione perfetta”. Lo fa con poche, rapide mosse (luogo giusto, microfoni giusti: la partenza è sempre quella), che danno vita a laboriose ricerche e riescono solo a lui. E infatti la sua abilità di rabdomante di sentieri acustici è diventata, per i cultori del settore, leggendaria. Tanto che oggi, per tutti, Giulio Cesare Ricci, “mister Fonè”, è “l'uomo del suono”.

E “L'uomo del suono” è anche il nome della mostra che la Fondazione Piaggio e il Comune di Pontedera gli dedicano dal 30 agosto all'8 settembre, dalle 10 alle 18, presso i locali del Museo Piaggio. Incontri, dimostrazioni, concerti, e naturalmente una mostra, in cui i gioielli tecnologici di Ricci, attuale presidente dell'Istituto Musicale Mascagni di Livorno, la sua città (oggi però vive e lavora in Valdera) vengono presentati e spiegati al pubblico. Tra le varie chicche che compongono il suo equipaggiamento, i due microfoni (forse gli stessi cui si riferiva Accardo, chissà) che i Beatles utilizzarono negli studi di Abbey Road per immortalare le loro fatate performance. Dalle sale del Museo Piaggio, durante i giorni dell'esposizione, passeranno collaboratori, amici di vecchia data, estimatori, preziosi sodali. Tra cui lo stesso Accardo, ma anche Renzo Arbore, che parlerà del “Vinile Signoricci”, una delle punte di diamante della “Fonè”; Gaston Fournier Facio, coordinatore artistico del Teatro alla Scala di Milano, che racconterà le tante sfaccettature del personaggio Ricci, il mago dei supporti (analogici e digitali: due tracce distinte che lui, da sempre, insegue e perfeziona); il senatore e musicologo Claudio Martini, presidente della Fondazione Orchestra Regionale Toscana; e tanti, tanti insigni musicisti che si esibiranno dal vivo. E chissà, magari anche quei concerti diventeranno un vinile, un cd della “Fonè”.

Andrea Lanini

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