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Appassionato di culturismo ed ex buttafuori dell’Insomnia
VOLTERRA. Federico Bruchi, un “ragazzone”, robusto, alto un metro e 90, stava andando al lavoro, alla biglietteria del Museo della tortura a Volterra, quando ha avuto l’incidente. E i primi a sapere...
VOLTERRA. Federico Bruchi, un “ragazzone”, robusto, alto un metro e 90, stava andando al lavoro, alla biglietteria del Museo della tortura a Volterra, quando ha avuto l’incidente. E i primi a sapere della tragedia sono stati proprio i genitori e i colleghi. All’inizio sembrava un incidente gravissimo ma che lasciava sempre alcune speranze, con il passare delle ore però si è capito che la verità era un’altra e che Federico era morto. «Siamo sconvolti – risponde al telefono un’impiegata del Museo poche ore dopo la disgrazia – non possiamo dire niente, siamo addolorati e non abbiamo alcuna notizia dell’incidente». In città la vittima e la sua famiglia sono molto conosciuti e stimati. Per cui la notizia della tragedia, come succede nelle piccole comunità, è arrivata già prima della fine della mattinata, non appena i genitori sono stati informati. Federico si era sposato da poco e trasferito a Cecina - abitava in via Sagunto - e aveva iniziato a fare il pendolare ogni giorno per andare a lavorare e per seguire le attività di famiglia. Sul Colle è conosciuto anche per l’hobby a cui si è dedicato per tanto tempo, il culturismo, e di cui spesso raccontava agli amici. La palestra era un modo per distendersi dopo le giornate di lavoro. E poi nel passato aveva lavorato anche nel settore della sicurezza nelle discoteche: in Valdera per esempio molti lo ricorderanno ai tempi dell’Insomnia a Le Melorie di Ponsacco.
Per ora la famiglia non può ancora organizzare il funerale, la salma è stata trasportata a medicina legale a Pisa ed è a disposizione dell’autorità giudiziaria che dovrà rilasciare il nullaosta alla sepoltura dopo avere disposto eventuali accertamenti medico-legali.
«Era una brava persona – dice una zia – legato al lavoro, generoso. Siamo disperati, difficile accettare che Federico sia morto. I genitori e i parenti sono andati a Pisa. E ancora non è stato possibile sapere quando lo riavremo a casa».
I genitori della vittima dopo avere lavorato a lungo nel settore dell’alabastro hanno aperto un museo privato con una straordinaria collezione di pezzi storici che si trova in piazza XX Settembre. Con questa attività, come con altre gestite dalla famiglia, Federico collaborava ormai da anni insieme alla sorella Silvia. La notizia della morte di Federico Bruchi è arrivata anche in municipio alla fine della mattinata. «Lo apprendo da voi, siamo vicini alla famiglia», dice il primo cittadino Marco Buselli.(s.c.)
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