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Danni dei vandali al monumento

Danni dei vandali al monumento

Ponsacco: scritte con lo spray sulla fonte granducale. Lo sdegno dell’assessore

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PONSACCO. I vandali hanno scritto “W la ….” (espressione gergale) sulla fonte granducale all’incrocio tra via Riotta e via Marconi, vicino al ponte, usando una bomboletta spray giallo fluorescente. Il danno è ingente, perché la fonte granducale è un monumento storico tutelato dalla Soprintendenza e il Comune non potrà procedere alla ripulitura se non dietro indicazioni della stessa. «È un gesto di profonda inciviltà – ha commentato l’assessore ai lavori pubblici Floriano Baldacci – perché sicuramente saranno giovani vandali che si divertono in questo modo e non hanno rispetto per il proprio paese e i suoi monumenti storici. È bene rendere pubblico questo brutto episodio, perché chi ha compiuto il gesto si renda conto della gravità dell’atto commesso».

La fonte granducale fu costruita nel 1771 ed è stata il frutto dei lavori pubblici promossi nel periodo lorenese da Francesco Stefano Lorena (1737-1765), portavoce della politica del granduca Pietro Leopoldo. Le opere di potenziamento della rete viaria toscana sono nate proprio in questo periodo con lo scopo di incrementare commercio e agricoltura. Fu così che a Ponsacco, oltre alla strada selciata che conduceva ai paesi collinari fino a Volterra e alla Valdicecina, fu costruita nel 1771 la fonte granducale. Dagli inizi del 1819, per un decennio, nella comunità di Ponsacco furono realizzati altri lavori pubblici, e proprio nel 1819 furono eseguiti nuovi lavori alla fonte per facilitare l’accesso a quanti se ne servivano, essendo importante per l’approvvigionamento idrico della comunità locale. Scrive lo storico locale Benozzo Gianetti nel libro “Ponsacco Castello dalle sette torri”: «Nel 1820 annegò in questa fonte Serafino Giuntini e da quell’epoca il popolo non volle approfittare di quell’acqua. Il Comune, perciò, deliberò la costruzione di un’altra fonte a poche braccia di distanza incanalando l’acqua medesima. Nel 1861 il sindaco Vincenzo Colombaioni la restaurò facendovi abbellimenti che attualmente si vedono».

Elena Iacoponi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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